LA LEGGE CHE POTREBBE CAMBIARE IL SISTEMA ALIMENTARE FRANCESE

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filiera corta

 

Oltre ad essere di provenienza locale, il cibo servito deve essere di stagione, di agricoltura biologica e ecologicamente sostenibile. Non essendo il termine “locale” giuridicamente definito, verrano date diverse raccomandazioni a seconda del prodotto e dell’area geografica: un raggio di 30 km per la frutta e verdura e un raggio di 100 chilometri per gli alimenti che necessitano di trasformazione prima del consumo (cioè a base di carne, cereali). 

Acune città, come St. Etienne, stanno già servendo nelle loro istituzioni il 100 per cento di prodotti biologici. L’obiettivo finale della legge, secondo il testo, è quello di ristrutturare il sistema alimentare in Francia, stimolare le economie locali, e accorciare la filiera alimentare al minimo.

La legge, se approvata, sarà attuata da ministeri agricoli regionali, che aiuteranno il personale amministrativo ad adeguarsi ai cambiamenti.

Il governo ha già iniziato campagne di sensibilizzazione per aiutare le istituzioni a riorganizzarsi da un punto di vista  amministrativo e connettersi con agricoltori e produttori locali. Attualmente, circa il 25 per cento delle emissioni in Francia sono attribuiti al settore agricolo, e l’attuazione di questa legge si stima possa ridurre le emissioni complessive di circa il 12 per cento.

Il tema approvvigionamento cibi entrerà così a far parte anche delle politiche di responsabilità sociale delle imprese (RSI), e contribuirà certamente a ridurre i chilometri percorsi dal cibo, la generazione di rifiuti alimentari e di confezionamenti del prodotto.

Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), i tassi di obesità in Francia sono aumentati costantemente nel corso degli ultimi anni, soprattutto nelle classi di reddito e istruzione basse.

La speranza è quindi che la legge oltre ad aumentare la consapevolezza relativa all’impatto ambientale dei sistemi alimentari, contribuisca a rivitalizzare le economie rurali depresse e rendere il cibo sano più accessibili a tutti i cittadini.

Fonte: foodtank.com

 

 

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