ORTI SOTTERRANEI

Coltivare la terra richiede pazienza, rispetto della natura e, soprattutto, attenzione ai suoi tempi. Nell’era del “tutto e subito”, questa pretesa si sovrappone alla crescente domanda di prodotti stagionali (e non) sani e a portata di mano. I produttori d’altro lato si stanno confrontando con il problema della riduzione dei terreni a disposizione.

 

 

 

 

L’agricoltura del futuro si pone allora nuovi traguardi, come l’ambiente sottomarino (di cui vi abbiamo parlato nel numero di dicembre del 2019) o i territori estremi (vedi l’Orto su Marte del marzo 2019). Oggi la sperimentazione ha condotto alla creazione degli orti sotterranei. Tali metodi di produzione permetterebbero di risparmiare energia e ridurre l’inquinamento, a fronte di un impegno economico sostenibile.

 

La parola ecosostenibilità trova piena realizzazione in un orto che può essere coltivato tutto l’anno e con i prodotti che i consumatori gradiscono maggiormente. La peculiarità di questi orti è la possibilità di mantenere la temperatura costante, grazie al calore assorbito dal terreno, e di conservare l’equilibrio sotto il profilo dell’umidità e dell’acidità.

 

Per quel che riguarda la luce, elemento fondamentale per la vita delle piante, la soluzione più comune prevede una struttura a serra che permette di ricevere le radiazioni luminose naturali. Altri produttori hanno preferito installare lampade botaniche speciali, necessarie a trasformare molecole di anidride carbonica e acqua in glucosio e ossigeno, ovvero ad attuare il comune processo di fotosintesi.

 

 

Gli inizi in Italia e nel mondo

 

Il primo esperimento di questa tipologia di orto è tutto Made in Italy. Nasce a Napoli nel 2015, in occasione dell’Expo di Milano e prende il nome di Orti Ipogei. Aperti sia a ricercatori universitari che ai cittadini, hanno ricevuto il riconoscimento della certificazione di prodotto biologico. Altre città europee stanno aprendo a questo genere di coltivazioni: Londra per esempio ha avviato il progetto Growing Underground, grazie al quale 40mila siti oggi inutilizzati come gli ex rifugi antiaerei vengono trasformati in orti sotterranei e sostenibili.

 

 

 

 

Non solo, anche Giappone, Russia, Corea e Stati Uniti hanno intrapreso importanti sperimentazioni sul sistema di orti (e anche di allevamenti) sotterranei. In Italia, Roma conta di far partire qualche progetto entro la fine del 2020, mentre Milano farà lo stesso entro il 2021.

 

L’agricoltura del futuro è così: a un passo non dal cielo ma “sottoterra”.

 

Gabriele Gatti

Gabriele.Gatti@cibiexpo.it