«La scoperta», come scrive Miriam Cesta per il sole24ore, «è di un gruppo di studiosi del St. Luke’s-Roosevelt Hospital Center e della Columbia University (New York, Usa) che ha appurato che, durante i periodi di privazione di sonno, alla vista di alimenti grassi, fritti e saporiti si attivano nel cervello dei centri di ricompensa che rendono questi alimenti irresistibili.

Lo studio è stato condotto esaminando le risonanze magnetiche di 25 persone normopeso – ad alcune delle quali è stato impedito, per 5 giorni, di dormire più di 4 ore per notte – e alle quali erano state fatte visionare, durante la somministrazione della risonanza, immagini di alimenti salutari e di cibo spazzatura.
I ricercatori hanno poi messo in confronto i risultati ottenuti dalle risonanze magnetiche di chi aveva dormito regolarmente e di coloro che, invece, non avevano superato le 4 ore di riposo a notte: ed è emerso che in chi era stato privato del sonno il «junk food» attivava nel cervello delle aree deputate alla ricompensa e alla gratificazione, e che lo stesso non avveniva con le immagini di cibi salutari.
“Le regioni cerebrali che vengono attivate alla vista dei cibi non sani non vengono attivate dagli alimenti sani – spiega Marie-Pierre St-Onge, prima ricercatrice dello studio. Ciò potrebbe suggerire una maggiore propensione a cedere ai cibi non sani quando si è in fase di privazione di sonno”.
I dati registrati durante lo studio hanno anche messo in evidenza che chi dorme di meno mangia, in generale, di più e più grasso di coloro che hanno un sonno regolare. “I nostri risultati – spiega St-Onge – suggeriscono che la limitazione di sonno può rendere i cibi malsani altamente gratificanti, e portare a un maggiore consumo di questi alimenti”.»
Buono a sapersi.
Miriam Cesta
