Sebbene il nome possa ingannare, rappresenta un simbolo della pasticceria nostrana, particolarmente apprezzato in Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Lazio. La sua caratteristica è la stratificazione di soffice pan di Spagna o savoiardi imbevuti di alchermes, alternati a crema pasticcera. Ancora oggi, la Zuppa Inglese continua a deliziare i palati con il suo perfetto equilibrio tra dolcezza, cremosità e un leggero sentore alcolico.

Le origini di questo dessert sono avvolte nel mistero, con varie teorie che tentano di spiegarne la nascita. Secondo la versione più accreditata, la ricetta risalirebbe al XVI secolo e sarebbe stata creata alla corte dei duchi d’Este a Ferrara. Un’altra teoria, invece, racconta di una governante al servizio di una famiglia inglese in Toscana, che avrebbe tentato di ricreare un dolce tipico della sua terra.
Gli ingredienti sono semplici: la base è formata da pan di Spagna o savoiardi, che vengono imbevuti nell’alchermes, un liquore dal caratteristico colore rosso brillante e dal sapore speziato e leggermente dolce. La crema pasticcera, preparata con latte, tuorli d’uovo, zucchero e farina o amido, rappresenta l’altro componente fondamentale del dessert. In molte varianti metà della crema viene arricchita con cioccolato o cacao, creando una piacevole alternanza di sapori.
Pellegrino Artusi, nel suo famoso libro La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, dedica un posto speciale alla Zuppa Inglese, fornendo una ricetta che è considerata un riferimento imprescindibile per chi desidera prepararla nella sua forma più autentica.
Ingredienti per la crema pasticcera
- Latte: 500 ml
- Zucchero: 85 g
- Farina o amido in polvere: 40 g
- Tuorli d’uovo: 4
- Baccello di Vaniglia: 1
Ingredienti per assemblare il dolce:
- Savoiardi
- Alchermes
- Rosolio bianco (o altro liquore dolce chiaro)
- Burro per ungere lo stampo
- Confettura di frutta (albicocche, pesche o cotogne).
Una delle varianti più comuni è quella priva di alcol, pensata per i bambini o per chi desidera un dolce più delicato. In tal caso, l’alchermes viene sostituito con sciroppi di frutta o succo di melograno, che dona comunque un bel colore rosato al dessert.
Anche le versioni vegane hanno guadagnato popolarità, utilizzando latte vegetale e creme a base di amido o agar-agar per ricreare la consistenza vellutata della ricetta tradizionale.
Lorenzo Maiardi, Silvia Ciccarella, Martina Tonioni
IV C, indirizzo di enogastronomia
