VENDEMMIA 2021

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Una vendemmia controversa. Se dal lato economico si segnala un rilancio, da quello ambientale si parla di disastro. Si contano le perdite quantitative ma si attende una grande qualità.

 

 

I dati quantitativi

I dati di Assoenologi, UIV e ISMEA per questa vendemmia incoronano l’Italia primo Paese assoluto nella produzione di vino. Ampio il distacco dalla vicina concorrente, la Francia, che scivola al terzo posto, dietro la Spagna.

Si attendono 44,5 milioni di ettolitri di produzione di vino in Italia, 40 milioni in Spagna e 33 milioni in Francia. Importanti le perdite rispetto all’anno precedente: -9% per l’Italia e -29% per la Francia.

 

Il clima

Protagonista indiscusso dei dati di questa vendemmia è il clima. Per i suoi eventi avversi. Le gelate primaverili del mese di aprile distruggono le gemme e annunciano già le prime perdite quantitative. Colpiscono la Francia, soprattutto la Borgogna e la Valle del Rodano, e il nord Italia. Arrivano poi le grandinate del mese di luglio. Infine, la siccità e gli incendi, che fanno danni in tutto il mondo: dal Sudafrica alla California, alla Francia, in particolar modo in Provenza, e poi anche l’(in) Italia che questo agosto registra la temperatura europea più elevata con 48,8 °C a Siracusa e una siccità dichiarata estrema soprattutto lungo la costa adriatica.

Le variazioni del clima e le loro conseguenze impattano sugli aspetti organolettici (l’insieme delle caratteristiche chimico-fisiche di un alimento percepite dagli organi di senso: aspetto, colore, forma, aroma, sapore, consistenza, ndr). Un difetto correlato su tutti è lo smoke taint, il problema dell’odore di fumo dovuto agli incendi.

Il contesto che viviamo da anni non consente più di parlare di eventi climatici straordinari, (;) la follia è ormai cronica e i colpevoli noti. Diventa sempre più cruciale puntare sulla sostenibilità a 360 gradi e, quindi, anche su quella del vino, e in questo panorama, volenti o nolenti, si sentiranno citare sempre più spesso i vitigni resistenti.

 

Economia e qualità

Si manifestano grandi aspettative per la qualità del vino che berremo l’anno prossimo, mentre in economia si parla già di rilancio del mercato: aumentano esportazioni e prezzi, e crescono i canali online specializzati insieme al budget di spesa, segno oltretutto di una maggiore attenzione alla qualità.

Il punto è che l’economia del vino potrà pur essere sana, ma quanto riuscirà a durare se il pianeta Terra, cioè il mondo che l’alimenta, è gravemente malato?

Elisa Alciati

elisa.alciati@libero.it

 

 

Assoenologi Società Cooperativa, l’Associazione Enologi Enotecnici Italiani – Organizzazione nazionale di categoria dei tecnici del settore vitivinicolo, è l’unione di categoria dei tecnici vitivinicoli maggiormente rappresentativa sul territorio nazionale.

L’UIV (acronimo di Unione Italiana Vini) è dal 1895 l’associazione più importante delle imprese italiane del vino.

L’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) è un ente pubblico economico.

 

 

 

 

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