Vino e salute: tra divinizzazione e demonizzazione. Quante volte, al termine di una giornata pesante o di lavoro intenso, presi dalla voglia di concederci un po’ di relax, ci siamo detti: “Basta, stasera arrivo a casa e mi bevo un bicchiere di vino”. Quelli che lo amano, lo associano a un momento di rilassamento, di piacere o di godimento, sia esso in compagnia o in solitudine. Perché chi lo ha detto che non si possa stare bene in entrambi i casi?!
Eppure oggi più che mai siamo bombardati da linee guida e diete salutiste e anche per il vino non ci sono sconti. Ma prima di giungere a conclusioni affrettate vediamo di fare un’esplorazione del vino a tutto tondo.

Il vino come alimento culturale
Il vino non può essere liquidato solo come semplice bevanda; esiste fin dai tempi più antichi e per questo deve essere considerato come elemento culturale dei paesi mediterranei. Dai greci e dai romani, che lo hanno sempre celebrato, divinizzandolo, fino ai generali e ai reali più conosciuti nella storia che cercavano di assicurarsi le produzioni migliori del mondo, per arrivare alle coltivazioni nei monasteri; non è un caso che ancora oggi il vino sia utilizzato durante le funzioni religiose. Il tempo e la società moderna lo hanno poi messo al centro della tavola come elemento di convivialità, quale in effetti è, e certamente gli animi si sciolgono più facilmente davanti a un bicchiere di vino.
Benefici
Il vino è ricco di polifenoli, in particolare il resveratrolo; si tratta di sostanze sempre più note per le loro proprietà benefiche, antiossidanti, antinfiammatorie e anti-age. Tra tutti, il vino più ricco di polifenoli e sostanze antiossidanti è quello rosso.
Rischi
Purtroppo il vino contiene alcol e l’alcol è una sostanza tossica se consumata in eccesso. Può causare danni al fegato, al sistema nervoso e di recente l’OMS lo ha inserito tra le sostanze cancerogene. Ultimo, ma non ultimo: non dimentichiamo che se si beve, si può generare uno stato di ebbrezza che compromette la lucidità, per cui non si deve assolutamente guidare. E quindi? Moderazione è la parola chiave.
La quantità e la saggezza devono regnare sovrane
Le linee guida nutrizionali in Italia e in Europa, parlando di consumi moderati, riportano i seguenti dati:
– per gli uomini, fino a 2 bicchieri* al giorno;
– per le donne, fino a 1 bicchiere *al giorno; e sempre durante i pasti.
*Attenzione: “bicchiere” significa circa 125 ml.
Ci sono categorie per le quali il vino è da evitare ma sono note dalla notte dei tempi: donne in gravidanza, minori, chi assume farmaci incompatibili con l’alcol, chi ha avuto problemi di dipendenza.
Il vino oggi
Detto quanto era doveroso sottolineare, non dimentichiamo tutto il magnifico e vastissimo mondo dell’enogastronomia che gli ruota intorno. Un vero e proprio settore dell’economia del nostro paese ma anche un comparto dalla forte valenza socio-culturale. Perché, se ne parliamo (e a questo punto della guida possiamo dire di saperne qualcosa), un bicchiere di vino non è mai solo vino, soprattutto se si parla di qualità: è legato a cosa mangiamo, dove siamo, con chi siamo, come viviamo.
Dietro a un bicchiere di vino esiste un mondo fatto di persone: quelle che lo producono, quelle che lo distribuiscono, quelle che lo consumano. Tra questi, molti gli hanno dedicato la propria passione o la propria vita. Anni e anni di studi e sacrifici che non si possono certo mettere dentro una tabella OMS. Ci sono un mondo di cultura e di storia ma quando parliamo di cultura e di storia non pensiamo solo al passato. È bene prestare attenzione anche a quanto viene detto oggi giorno per capire dove sta la cultura, cosa e come vede la società, attraverso quali scelte e quali gesti vengo osservate le persone. Eccone un esempio!
Una nota giornalista, in televisione, riferendosi alle donne, le ha esortate a non bere mai da sole, e soprattutto a non farlo con il mero scopo di darsi un tono attraverso il vino. Per coloro i quali avessero questo tipo di pensieri: non c’è nulla di male né di triste in una persona, sia essa uomo o donna, che degusta un buon calice di vino, anche nella propria lieta e tranquilla solitudine.
Prestiamo attenzione a questo fatto, esistono, e oggi lo sappiamo bene, aspetti positivi nello stare bene con sé stessi, quindi smettiamo di connotare la solitudine solo negativamente. Non crediamo alla storia banale che le persone si diano un tono bevendo, crediamo piuttosto che ognuno dia al vino una sua interpretazione e questo per effetto del suo valore intrinseco, per la sua capacità attrattiva e divisiva allo stesso tempo. Più facilmente le distorsioni avvengono negli occhi di chi guarda.
Ogni cosa che facciamo in questa vita richiede di interrogarsi su quantità e qualità. Dal lavoro allo sport, dalle proteine ai carboidrati. Non c’è nulla di strano né di sbagliato nell’applicare la stessa regola al vino. In fondo, ricordiamo, “è la dose che fa il veleno”. E quindi sì: basta, stasera arrivo a casa e mi bevo, da sola, un bicchiere di buon vino!
Elisa Alciati
