SAMOTHRACE E LA SOSTENIBILITÀ

Quando ricerca scientifica e innovazione istaurano un dialogo costruttivo con lo sviluppo socio-economico, la crescita che ne deriva, in termini di progresso, è inevitabile.

Sono proprio le nuove possibilità che ci guidano verso un futuro più consapevole, collegate, e correlate secondo l’alternarsi di dinamiche, che sembrano influenzarsi tra di loro.

 

 

Ovviamente, affinché lo sviluppo sia davvero compatibile e al passo con la società, è fondamentale che sia quanto più possibile sostenibile.

Ed è proprio la sostenibilità uno degli elementi chiave di Samothrace (acronimo di Sicilian MicronanOTecH Research And Innovation Center), un programma di innovazione e ricerca gestito dalla fondazione omonima.

Andando più nello specifico, Samothrace è un ecosistema che ha come obiettivo la realizzazione di un “ambiente di collaborazione globale tra i principali attori nel settore della microelettronica, dei microsistemi, dei materiali e delle microtecnologie”. Il progetto, nato in Sicilia, coordinato dall’Università di Catania, finanziato con i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e sostenuto dall’Unione Europea (NextGenerationEU), segue un modello che punta sulla creazione di Green Tech Hub, ovvero innovazioni sostenibili a zero impatto ambientale.

Samothrace “ha l’ambizione di valorizzare la consolidata vocazione della Sicilia nel campo della microelettronica e delle micro e nano tecnologie, portandola a un livello ancora più elevato e diffuso” (Salvatore Baglio – presidente della Fondazione).

La Sicilia svolge un ruolo fondamentale nel progetto, ed è per questo che sono stati organizzati, all’interno della regione stessa, una serie di eventi con l’obiettivo di favorire il dialogo tra università, imprese e istituzioni, sui temi strategici legati allo sviluppo tecnologico applicato ai sistemi agricoli e ambientali.

L’ultimo meeting, tenuto il 16 Febbraio scorso a Ragusa, cuore pulsante della filiera agricola siciliana, è stato dedicato a “Smart Agriculture and Environment” ed ha voluto sottolineare l’importanza delle applicazioni delle micro e nanotecnologie per il monitoraggio agricolo e ambientale. Utilizzare sensori intelligenti, capaci di analizzare e rilevare in tempo reale alcuni parametri come l’umidità del suolo, per migliorare i sistemi di irrigazione, è fondamentale, per esempio, per evitare gli sprechi d’acqua in un’isola spesso messa in ginocchio dall’emergenza idrica.

L’obiettivo dell’incontro è stato proprio quello di mettere a confronto l’intera comunità scientifica coinvolta nel progetto, le imprese e le istituzioni per discutere delle varie strategie da porre in atto per contrastare tutta quella serie di problematiche, ormai ben evidenti, legate da tempo ai cambiamenti climatici.

“Le attività presentate a Ragusa dimostrano come la ricerca multidisciplinare sulle micro e nanotecnologie possa generare strumenti concreti per affrontare sfide complesse come la sostenibilità ambientale e la resilienza dei sistemi agricoli” (Salvatore Baglio).

È importante sottolineare come il concetto principale su cui si basa il progetto Samothrace è proprio la necessità di interscambio di nozioni tra ricerca scientifica e impresa, ovviamente senza perdere di vista la tutela del sistema ambiente.

Attraverso l’analisi di dati scaturiti da studi interdisciplinari, in grado di abbracciare, ad esempio, nozioni di chimica dei materiali, ingegneria dei sensori, microelettronica e applicazioni IoT (Internet of Things), sono state proposte nuove soluzioni finalizzate alla riduzione degli sprechi, all’ottimizzazione delle risorse naturali e al supporto decisionale per enti di controllo e operatori del settore agricolo.

Il confronto non ha riguardato solo tematiche teoriche ma ha visto anche la presentazione di sensori smart per l’agricoltura di precisione e di nuove strumentazioni utilizzabili per le misurazioni dei flussi di CO2 e per il monitoraggio della qualità delle acque.

Dispositivi in grado di accumulare energia, realizzati con nanostrutture innovative, celle solari hi-tech”, rilevatori per plasmi di fusione (Il plasma è un gas ionizzato, conosciuto come il quarto stato della materia. Costituisce più del 99% dell’universo visibile ed è largamente presente in natura: nebulose, stelle, fulmini, ne sono solo alcuni esempi, ndr), chemosensori (dispositivi analitici in grado di rilevare specifiche sostanze target, convertendo la concentrazione del composto in un segnale quantificabile, ndr), spettrofotometri per l’allerta delle eruzioni vulcaniche, dispositivi in grado di eseguire biopsie liquide, sono solo alcuni esempi di prototipi già realizzati o in fase di realizzazione.

Per comprendere meglio Samothrace, bisogna considerare il fatto che l’intero progetto si articola in sei aree di applicazione: Energia, Ambiente, Smart Mobility, Sistemi intelligenti per l’agricoltura di precisione, Salute, Beni culturali che, nel loro complesso e grazie ad un perfetto gioco di sinergie, possono generare un tipico effetto a cascata, in grado di determinare la nascita di nuovi prototipi che diventeranno poi brevetti.

È proprio per questo che si parla di Samothrace come di una sorta di officina diffusa di idee e innovazione.

 

Marina Greco

marina.greco83@hotmail.com