Vi siete mai chiesti cosa mangia un condannato a morte prima che venga eseguita la sentenza? Prova a raccontarcelo la mostra del fotografo neozelandese Henry Hargreaves, intitolata No Seconds – Comfort Food and Fotografia aperta a Venezia dal 7 settembre 2013, presso l’Isola di San Servolo. Scelte gastronomiche diverse, che rispecchiano diverse personalità, nel momento più drammatico di un’esistenza, la morte certa. Il cibo potrebbe essere l’ultimo ricordo: accettarlo o privarsene?
La mostra prova a darci una risposta, fotografando storie di gente comune, condannata a morte, nell’attimo dell’ultima cena, con l’occhio centrato sul piatto ordinato. Attraverso le immagini scopriamo qualcosa dei protagonisti. E’ il caso di Victor Feguer, 28 anni: una sola oliva, da mangiare con forchetta e coltello, prima di consegnarsi al suo boia.

Il concetto alla base del progetto è quello del Comfort Food: il cibo per l’anima, quel piatto che ti conforta nella disperazione, ti ricorda i momenti più belli della tua vita, ti dà la carica prima di affrontare una nuova prova. Proprio grazie all’ampiezza del tema, la mostra ha avuto un seguito: è stato indetto un movie contest, con l’obiettivo di spingere i navigatori della rete a raccontare il loro piatto “ultimo-desiderio”.
Marta Pietroboni
