Che cosa è, dove si trova e perché oggi è al centro dell’interesse scientifico. L’astaxantina è un carotenoide naturale, e cioè un pigmento liposolubile, dal colore rosso-rosato intenso. In natura viene prodotta principalmente – come meccanismo di difesa contro condizioni ambientali estreme – dalla microalga Haematococcus pluvialis, ed è la sostanza che conferisce la tipica tonalità al salmone, alla trota, ai gamberi, al krill e all’aragosta, che la accumulano nutrendosi dei corrispettivi microrganismi.

Dal punto di vista biochimico, l’astaxantina si distingue da altri carotenoidi perché non viene convertita (nel nostro fegato e intestino tenue, grazie a specifici enzimi) in vitamina A e possiede una struttura che le consente di esercitare un’azione antiossidante particolarmente efficace.
Dove si trova in natura
Le principali fonti alimentari di astaxantina sono di origine marina. Tra i pesci, il salmone selvaggio e la trota rossa ne contengono quantità significative, seguiti da tonno e pesce spada. Tra i crostacei, gamberi, krill e aragoste rappresentano le sorgenti più note. Esistono anche altre fonti naturali meno comuni, come le uova di riccio di mare. Tuttavia, la concentrazione di astaxantina negli alimenti può variare in modo considerevole in base alla specie, all’ambiente e alla dieta dell’animale.
Che effetti ha sull’organismo
All’astaxantina è attribuita una potente attività antiossidante, utile a contrastare i danni cellulari associati allo stress ossidativo. Studi sperimentali indicano che è in grado di attraversare la barriera emato-encefalica e quella retinica, suggerendo un potenziale ruolo protettivo per cervello e occhi. Per queste ragioni, la sua assunzione è stata proposta in numerosi casi, tra cui il supporto al sistema immunitario, la salute cardiovascolare, la protezione cutanea e il benessere visivo, e specificamente nel trattamento di Alzheimer, Parkinson, ictus, e degenerazione maculare senile. Sottolineiamo allo stesso modo che, ad oggi, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), per quanto abbia dato proprio di recente l’approvazione all’utilizzo dell’astaxantina come ingrediente di diversi prodotti alimentari come succhi, yogurt e prodotti lattiero-caseari, non ha autorizzato i claim salutistici secondo cui l’astaxantina sarebbe utile per articolazioni, cartilagini, tendini, tunnel carpale, riduzione dell’invecchiamento, gestione dello stress fisiologico, aumento dell’energia, controllo del colesterolo o protezione della pelle e della vista durante l’esposizione al sole.
Come assumerla al meglio: biodisponibilità e sicurezza
Per nutrircene abbiamo 3 chances. L’alga stessa, ma la concentrazione di astaxantina nella fonte alimentare è bassa, e quindi dovremmo mangiarne dosi elevatissime; i pesci, che la accumulano (in buone dosi); o gli integratori estratti dalla Haematococcus pluvialis. Quelli derivati direttamente dalla microalga permettono di ottenere concentrazioni più elevate e standardizzate rispetto alla fonte alimentare, rendendo più semplice raggiungere dosaggi significativi.
L’assunzione orale è considerata sicura: sono riportati utilizzi tra i 4 e i 40 mg al giorno per periodi fino a 12 settimane e dosaggi di 4 mg al giorno, anche per un anno, in associazione con altri micronutrienti. In gravidanza e allattamento, in assenza di dati sufficienti, è consigliabile consultare il medico.
Essendo un carotenoide liposolubile, l’astaxantina – sia quando proviene da alimenti naturali, come pesce e crostacei, sia quando è assunta sotto forma di integratore – viene assorbita in modo più efficiente se ingerita insieme a un pasto contenente grassi.
Integratore o cibo funzionale?
L’integratore consente un’assunzione mirata e controllata dell’astaxantina pura, risultando particolarmente utile quando si desidera un apporto preciso. Negli ultimi anni, tuttavia, si è aperta una nuova prospettiva, grazie all’approvazione dell’EFSA: l’impiego dell’astaxantina come ingrediente nei cibi funzionali.
La nascita di cibi funzionali integrati con astaxantina è interessante perché modalità di assunzione ed effettivo assorbimento, rispetto a quelli degli integratori, sono controllati a monte da chi produce l’alimento e non lasciati alla gestione del singolo consumatore. Inoltre, il cibo funzionale favorisce una assunzione meno “medicalizzata” e più integrata nella routine quotidiana, con dosaggi moderati e coerenti con l’uso alimentare approvato dall’EFSA. Questo approccio consente quindi di valorizzare l’astaxantina come ingrediente nutrizionale di supporto, puntando sulla continuità e sulla biodisponibilità reale più che sui dosaggi elevati tipici dell’integratore.
Uno sguardo al futuro
In questo scenario si inserisce il lavoro di AstaReal AB, azienda svedese nata nel 1988, pioniera nello sviluppo dell’astaxantina naturale da microalghe, che ha contribuito in modo determinante alla sua diffusione come ingrediente alimentare, aprendo la strada a nuove applicazioni nel campo della nutrizione e dei cibi funzionali.
Marta Pietroboni
