LA SALUTE PASSA DAL CARRELLO

Nuove consapevolezze alimentari stanno cambiando la spesa delle famiglie italiane. Al supermercato è in corso una rivoluzione silenziosa. Sempre più persone prendono una confezione, la girano, leggono la tabella nutrizionale, confrontano gli ingredienti, controllano zuccheri, fibre e proteine. C’è chi cerca prodotti senza lattosio, chi preferisce alimenti fermentati o vegetali e chi rinuncia all’acquisto davanti a una lista di ingredienti troppo lunga.

 

 

I numeri confermano questa trasformazione. Secondo la ricerca “La salute riempie il carrello” di YouGov*, il 75% degli italiani dichiara grande attenzione alla propria salute, contro una media europea del 61%. Un italiano su due pensa abitualmente al proprio benessere mentre fa la spesa, il 49% legge le informazioni nutrizionali e il 47% si orienta anche attraverso le certificazioni di qualità. Dietro questi dati, c’è un cambiamento culturale più profondo: l’attenzione si sta progressivamente spostando dalla cura alla prevenzione. Diabete, obesità, malattie cardiovascolari e alcune forme tumorali condividono importanti fattori di rischio legati allo stile di vita; l’alimentazione rappresenta una delle leve sulle quali possiamo intervenire ogni giorno. Ciò che mettiamo nel piatto può quindi contribuire, insieme a molti altri fattori, alla qualità della nostra salute nel tempo.

 

Il peso sul bilancio familiare

Questa nuova attenzione deve però fare i conti con il portafoglio. Nel 2024 la spesa media mensile delle famiglie italiane è stata di 2.755 euro, stabile rispetto al 2023. Ma la media nasconde importanti differenze territoriali. Secondo l’Istat*, al Sud e nelle Isole una quota consistente del budget familiare è destinata ai beni alimentari, mentre al Centro-Nord cresce il peso di servizi, trasporti e ristorazione. Nel 2023 la componente privata ha rappresentato circa il 26% della spesa sanitaria complessiva: visite, farmaci e prestazioni pagate direttamente dalle famiglie incidono quindi sul reddito disponibile. Mangiare meglio può essere percepito come un investimento sulla salute futura, ma non tutte le famiglie dispongono delle stesse possibilità di scelta. Secondo YouGov, tra le principali preoccupazioni legate al benessere emergono peso corporeo (38%), stress (37%) e disturbi del sonno (26%). Le risposte più frequenti sono una dieta sana (46%) e l’attività sportiva regolare (34%). Ma il prezzo resta un ostacolo decisivo: il 53% degli italiani lo indica come barriera all’acquisto di prodotti salutistici, davanti alla diffidenza verso i cibi confezionati (26%) e alla scarsa chiarezza delle liste degli ingredienti (21%). In questo contesto crescono anche le private label, soprattutto in categorie come sugar free, senza lattosio e plant-based.

La ricerca YouGov individua quattro macro-tendenze che guidano i consumi salutistici. La prima riflette la crescente attenzione a limitare ciò che viene considerato meno favorevole al benessere: zuccheri, lattosio, glutine e, per una parte dei consumatori, anche prodotti di origine animale. Il 15,5% delle famiglie segnala intolleranze al lattosio, mentre vegetariani e vegani sono presenti rispettivamente nel 10,4% e 4,4% dei nuclei. La seconda tendenza, da cui nasce l’interesse per alimenti percepiti come funzionali, è costruire la salute nel tempo. La frutta secca raggiunge una penetrazione dell’88,5%, lo yogurt greco del 57,9% e il kefir del 39%, segnale dell’attenzione crescente verso fermentati e probiotici. La terza è il benessere facile e veloce: snack, bevande e piatti pronti capaci di conciliare praticità e attenzione nutrizionale. Infine c’è il piacere consapevole. Il consumatore non vuole più necessariamente scegliere tra gusto e salute: cerca dolci con meno zucchero, cioccolato fondente, snack proteici o alternative che mantengano la gratificazione riducendo ciò che viene percepito come meno “sano”. È forse questo uno dei cambiamenti più interessanti: il progressivo superamento dell’idea di una dieta punitiva a favore di un rapporto più equilibrato e sostenibile con il cibo, dove salute e piacere non sono più percepiti come obiettivi in conflitto. Ne emerge un carrello sempre più consapevole, nel quale etichette, ingredienti, valori nutrizionali e certificazioni diventano strumenti quotidiani di orientamento. Ma anche un carrello che fotografa le disuguaglianze economiche. In fondo, la salute non dipende da un alimento miracoloso diventato virale sui social, ma è il risultato di tante piccole decisioni ripetute nel tempo. La prevenzione resta una delle armi più potenti che abbiamo e una parte di essa comincia in un luogo meno sofisticato di un laboratorio o di un ospedale: davanti agli scaffali di un supermercato. Ogni volta che riempiamo il carrello non scegliamo soltanto cosa mangeremo nei giorni successivi: facciamo, nel nostro piccolo, un investimento sulla qualità della nostra vita futura. Perché la vera sfida non sarà soltanto imparare a selezionare meglio, ma fare in modo che una scelta alimentare consapevole e salutare diventi davvero alla portata di tutti.

 

Alessandra Meda

alessandra.meda@cibiexpo.it

 

 

YouGov è una società internazionale di ricerca e analisi dei dati, specializzata soprattutto in sondaggi di opinione e ricerche sui comportamenti dei consumatori.

 

ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) è l’ente pubblico italiano che produce e diffonde le statistiche ufficiali su popolazione, economia e società, fornendo dati di riferimento per comprendere l’evoluzione del Paese.