LE INSALATE PRELAVATE

Estate, voglia di verdura. Tanta, cruda, è l’ideale per reidratare l’organismo e per rifornirlo dei minerali di cui con il caldo cresce il bisogno.

 

 

Oggi sono disponibili ampie quantità di insalate in busta pronte per l’uso. Sulla praticità non si discute, ma sono in molti a chiedersi se siano veramente sicure sotto il profilo igienico e se abbiano lo stesso valore nutritivo delle insalate fresche… Insomma, c’è da fidarsi? La cosa da non fare è cercare su Internet le risposte. Ci si imbatterebbe subito in una quantità di articoli allarmistici. Ma se osservassimo la data di stesura, ci accorgeremmo che sono vecchi. Le insalate in busta, infatti, sono in commercio da una quarantina d’anni, e se un tempo aveva senso dubitare, dal 2015 la loro produzione e vendita è regolata da una legge specifica che obbliga a rispettare criteri stringenti, a garanzia della sicurezza igienica e del valore nutritivo.

In particolare, è obbligatorio che le insalate siano mantenute a una temperatura uniforme inferiore agli 8 °C, dal momento in cui vengono prodotte e confezionate, distribuite e conservate. Inoltre, la legge stabilisce che gli stabilimenti produttivi prevedano aree di lavorazione con temperature non superiori a 14 °C, celle frigorifere non superiori a 8 °C e almeno 2 vasche di lavaggio a ricircolo continuo. A proposito della tecnica di lavaggio, prevedendo l’uso di acqua corrente, questa non solo asporta lo sporco dalle foglie, ma limita anche la perdita di vitamine e minerali. A ben vedere, le insalate in busta offrono oggi garanzie igieniche persino superiori a quelle preparate in casa; rispetto al valore nutritivo, se è vero che con il taglio, il lavaggio e la conservazione, qualche perdita si verifica, è anche vero che si tratta di perdite minime, spesso inferiori a quelle che si hanno a casa. Tanto più che la maggior parte dei produttori utilizza insalate coltivate direttamente in campi adiacenti allo stabilimento di lavorazione, a garanzia della massima freschezza possibile.

Assolte da tutte le accuse, le insalate prelavate vanno però scelte con cura perché sono comunque prodotti delicati. Ecco cinque consigli:

  1. Verificare la data di scadenza e conservare le insalate in frigorifero a 4-8 °C.
  2. Scartare i sacchetti con molta condensa all’interno.
  3. Osservare il contenuto della confezione. Le foglie annerite indicano un inizio di alterazione.
  4. Controllare che i pezzi abbiano dimensioni il più possibile regolari.
  5. Aperta la confezione, consumare l’insalata in giornata o, al massimo, il giorno seguente.

 

Giorgio Donegani

www.giorgiodonegani.it

 

 

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