Spendere tanto non significa necessariamente bere meglio. Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo creduto che un prezzo alto fosse sinonimo di qualità.
È una tentazione naturale, soprattutto in un mondo in cui spesso l’apparenza vorrebbe, a tutti i costi, contare più della sostanza. A chi non è mai capitato di acquistare una bottiglia “per fare bella figura”? E quanto è costata quella bottiglia? Quando l’abbiamo assaggiata – ammesso che lo abbiamo fatto e non ci siamo solo fidati del consiglio di chi ce l’ha venduta – era tanto speciale quanto dispendiosa?
Purtroppo, o per fortuna, non esiste un’equazione infallibile che associ prezzo e qualità. Ma allora come viene determinato il costo di una bottiglia? E, soprattutto, come possiamo scegliere con consapevolezza, senza essere schiavi della valutazione economica? Anche questa volta proviamo a sfatare qualche luogo comune.

Il mito del prezzo
Chiariamo subito: il prezzo del vino non è la sola e pura espressione della sua qualità organolettica. Sarebbe, in qualche modo, rassicurante poter dire che spendere di più garantisce sempre un’esperienza migliore, ma non è così.
Il prezzo di una bottiglia è determinato da un insieme articolato di fattori che va dal valore del marchio ai meccanismi di domanda e offerta, alle mode del momento e alle strategie commerciali.
È evidente come la qualità non possa essere l’unico elemento a concorrere alla formazione del prezzo. Ma attenzione! Occorre chiarire anche il contrario: questo non significa che sia possibile ottenere alta qualità a prezzi bassi. Se abbiamo davanti una bottiglia di vino a 2 euro potranno esserci moltissime cose dentro quella bottiglia … ma non certo qualità.
Entriamo più nel dettaglio
- Costi di produzione
Come abbiamo visto in precedenza, si parte dalla terra: dare qualità alle uve significa porre attenzione a ogni passaggio in vigna, alle rese per ettaro, alla raccolta manuale delle uve, alle tecniche di vinificazione fino ad arrivare a un eventuale invecchiamento. Sono tutte scelte che impattano sui costi di produzione e sulle rese, quindi sul prezzo finale.
2. Branding, marketing e reputazione
Marchi noti, etichette iconiche, magari disegnate da qualche artista, premi prestigiosi e una forte narrazione commerciale fanno lievitare i costi.
3. Rarità
Una produzione limitata o difficilmente reperibile, magari di un vitigno raro o di coltivazione complessa, fa salire i prezzi. La prima, cioè la produzione limitata, può essere una scelta voluta proprio per creare esclusività. - Logistica e distribuzione
Trasporto, stoccaggio e distribuzione incidono sul prezzo finale, soprattutto per vini provenienti da molto lontano.
5. Il ricarico
Tutti i rivenditori, a partire dai supermercati, hanno un margine di guadagno nella vendita del vino rispetto al prezzo di acquisto. Quelli generalmente maggiori appartengono al canale HO.RE. CA, in particolare enoteche e ristoranti che ne applicano talvolta di elevati. Generalmente la percentuale dipende molto dal prezzo di partenza: più è basso, maggiore sarà il ricarico. Una bottiglia dal prezzo di acquisto di 5 euro può arrivare a costare 15 euro al ristorante, con un aumento quindi del 200%, ma un vino con un prezzo di acquisto particolarmente basso potrebbe avere un ricarico anche del 300%. Mentre una bottiglia dal prezzo di acquisto di 60 euro può costarne 90, con un sovrappiù del 50%. Questo perché, maggiore è il costo del vino, minore sarà il margine di ricarico.
Percezione del valore
Volenti o nolenti, il prezzo (ma questo non vale solo per il vino), influenza, a una valutazione frettolosa e superficiale, la percezione del valore intrinseco di un bene e può condizionare anche la sensazione del gusto. Questo succede perché è facile per il cervello umano associare un costo elevato a una qualità superiore.
Allora come non cadere nella trappola del prezzo?
- Impara i nomi dei vitigni. Puoi bere vini eccezionali a un prezzo giusto quando si tratti di vitigni meno noti o meno di moda in un certo momento (abbiamo detto che anche “bere alla moda” si paga!).
- Ricorda i nomi delle cantine. Una stessa cantina può produrre vini più o meno noti, più o meno costosi, ma generalmente, se lavora in un certo modo, lo fa con tutta la sua produzione.
- Conosci i territori. Esplora quelli meno noti come Valle d’Aosta, Marche, Molise. Oppure le località della tua zona. Piccoli produttori vitivinicoli si nascondono ovunque!
In conclusione
Il prezzo ha senso nella misura in cui sai cosa stai pagando; non deve essere sminuito ma nemmeno sovrastimato. Non può, e non deve, essere il solo fattore di valutazione, specie per chi desidera conoscere e apprezzare la qualità. Al contrario, deve essere l’elemento di un’analisi molto più complessa che appagherà le tasche di chi saprà farla.
Elisa Alciati
