Quando si pensa a frutti come banane, mango o avocado, inevitabilmente vengono in mente lontani e soleggiati paesi tropicali.
Ma negli ultimi anni l’agricoltura italiana si sta trasformando, adattandosi al cambiamento climatico che funge da motore di rinnovamento e che spinge a rimodulare le colture tradizionali, introducendo specie tipiche dei tropici. Frutti di paesi lontani hanno trovato nel sud della penisola terreno fertile e contesto ideale per la coltivazione.

Nell’emergente panorama dell’esotico Made in Italy, Sicilia, Calabria e Puglia sono oggi le tre regioni dominanti, grazie alla combinazione di fattori come l’aumento delle temperature medie, gli inverni più miti e dunque microclimi costieri con condizioni favorevoli. E non si tratta di coltivazioni di nicchia. Secondo i dati disponibili, infatti, le superfici totali dedicate alle colture esotiche in Italia, sono raddoppiate in pochi anni, superando i 1.000 ettari, per far fronte alle nuove opportunità agricole.
In Sicilia, dove si coltivano avocado, mango, papaya e passion fruit, la combinazione di terreni vulcanici, microclimi miti e risorse idriche sufficienti ha attratto persino la famosa marca di banane Chiquita, che ha avviato produzioni locali.
Il vantaggio derivante dalla coltivazione di questi frutti tropicali nel nostro Mediterraneo ha sia un valore ambientale che economico, creando una filiera più corta, con minori trasporti e quindi riduzione delle emissioni di CO2, oltre ad avere un maggior controllo qualitativo lungo tutto il percorso produttivo. Questo consente di valorizzare i territori agricoli, favorendo l’occupazione e il rafforzamento delle economie rurali oltre a ridurre la dipendenza dalle importazioni extraeuropee, con una maggiore stabilità dei prezzi e una migliore tracciabilità del prodotto.
Il connubio tra cambiamenti climatici e resilienza agricola mette in risalto la necessità di adattarsi a un clima che cambia nonché la capacità degli agricoltori italiani di trasformare le nuove condizioni in opportunità, sviluppando filiere innovative e competitive a livello nazionale ed europeo.
In questo scenario, assume particolare rilievo il tema della corretta informazione al consumatore, da salvaguardare contro contraffazione e frodi alimentari. È infatti fondamentale garantire la massima trasparenza sulla provenienza del prodotto, attraverso sistemi di tracciabilità chiari e verificabili per evitare che frutti importati vengano impropriamente presentati come italiani, tutelando sia i produttori nazionali sia il mercato.
Daniela Mainini
www.centrostudigrandemilano.org
