FRESCO, SANO, VICINO

Più della metà della popolazione mondiale vive nelle aree urbane e si prevede entro il 2050 il superamento dei 10 miliardi, di cui più del 70% concentrati nelle megalopoli. Le regioni del mondo che contribuiranno maggiormente a questa crescita saranno l’Africa per il 67%, l’Asia per il 25%, l’America Latina e i Caraibi per il 5%, l’America Settentrionale per il 3,2%.

 

 

 

 

La produzione alimentare dovrebbe aumentare proporzionalmente per andare incontro a tutte le esigenze, cercando di diversificare e ottimizzare le rese per ettaro. In questo quadro però la superficie coltivata potenziale totale di 41,4 milioni di chilometri quadrati (dato FAO) non potrà aumentare a causa di fattori avversi (desertificazione, deforestazione, irrigazione, terrazzamenti, discariche, espansione urbana). Diventa perciò imperativo produrre di più con un uso attento delle risorse, orientando la produzione agricola anche all’interno delle aree urbane e periurbane.

 

Coltivare verdure fresche e sane all’interno dei distretti abitativi delle grandi metropoli creando veri e propri centri di produzione e distribuzione a vero km0 ridurrebbe drasticamente la distanza tra centri e consumatori, con conseguente diminuzione del traffico veicolare e minore dispersione in aria di particolato proveniente da gas di scarico e logoramento di pneumatici, limitando l’ulteriore inquinamento dei suoli urbani.

 

 

 

 

L’agricoltura indoor

L’agricoltura indoor è una forma di produzione efficiente con un minor uso di risorse rispetto all’agricoltura tradizionale: si svincola dalla dipendenza delle condizioni climatico-ambientali esterne e dalla disponibilità di terra coltivabile.

 

Tutto ciò si realizza facendo crescere piante, pesci e insetti in sistemi di coltura fuori suolo, utilizzando la coltura idroponica, acquaponica e aeroponica, in fattorie realizzate all’interno di capannoni industriali, serre e container. Se questo settore risulta in forte espansione, prevalentemente negli Stati Uniti, in Asia il mercato e l’industria dell’agricoltura indoor sono da tempo molto sviluppati.

 

Il Giappone da solo possiede più impianti di quanti ne abbiano a oggi gli Stati Uniti. Nel Paese c’è una grande tradizione: le fattorie verticali sono chiamate “Plant Factories” e la prima struttura di questo tipo è stata costruita nel lontano 1983.

 

Le ragioni della forte espansione industriale sono da cercare in un maggiore consumo di vegetali nelle diete orientali: l’Asia da sola usa il 75% di tutti i vegetali a livello mondiale. In questo settore i governi hanno sostenuto politiche di supporto con prestiti e sussidi per cercare di favorire lo sviluppo delle nuove forme di farming, soprattutto in ambito urbano e a basso impatto ambientale.

 

In parallelo, nel mondo c’è stata una forte evoluzione tecnologica nella realizzazione di impianti innovativi in settori quali quello delle serre idroponiche realizzate sui tetti di capannoni industriali, quello delle fattorie verticali e delle Plant Factories, quello delle fattorie container e quello dei sistemi orto-domestici.

 

Per il controllo ottimale di queste strutture, si utilizzano sempre più le tecnologie dell’agricoltura di precisione (Precision farming), che mira a ottimizzare le rese produttive per unità di superficie coltivata utilizzando metodologie, analisi e processi per la gestione dei sistemi colturali.

 

Per raggiungere i migliori risultati possibili sia in termini di qualità che di quantità di prodotto realizzato a costi sempre più ridotti e in modo sostenibile, si utilizzano e integrano negli impianti i più moderni mezzi tecnologici, sia software che hardware.

 

Il potenziale della ricerca in questo ambito è significativo. Insieme alla continua innovazione nel campo della meccanica e dell’energia, la coltura idroponica potrebbe essere una possibile risposta alla necessità di produrre risorse alimentari in larga scala e in modo più efficiente direttamente vicino ad abitazioni, scuole, centri per anziani e ospedali.

 

In effetti, un settore di mercato emergente e a forte connotazione innovativa (che si pone trasversalmente alla Nutraceutica e alla Smart Health) è quello dei prodotti A Fini Medici Speciali (AFMS).

 

In questo trend, la produzione di alimenti vegetali AFMS attraverso la realizzazione di sistemi di crescita automatici e a contenimento è una possibilità che può garantire la coltivazione di vegetali freschi non contaminati, sicuri, continuamente disponibili e può sviluppare nuove soluzioni per certificare l’integrità della filiera e la difesa della produzione agroalimentare, contribuendo a risolvere il problema dell’approvvigionamento di alimenti speciali e della food security nelle comunità (ad esempio, ospedaliere).

 

Il rafforzamento dell’interconnessione tra le aziende ed enti di ricerca del comparto BioTech, sanità/farmaceutico, agroalimentare, ambientale non può che favorire la filiera dell’innovazione e fare da leva per lo sviluppo industriale di aziende operanti in settori diversi, che incidono sull’alimentazione e sulla salute di categorie o sulla totalità dei cittadini.

 

Luca Nardi, Eugenio Benvenuto, Silvia Massa, Ombretta Presenti e Giulio Metelli

www.enea.it