ATTUALITA’: ELEZIONI A MILANO

Si è aperta la campagna elettorale per le amministrative Milano 2021. Si voterà ai primi di ottobre per sindaco, consiglio comunale e consiglio metropolitano.

 

 

Il territorio metropolitano, oggi parte integrante della città, coincide con quello della preesistente provincia: 133 comuni distribuiti su una superficie di 1.575 kmq, con una popolazione residente di oltre 3 milioni di abitanti. Rappresenta la terza area più popolata d’Europa dopo Londra e Parigi, con una ricchissima dotazione d’infrastrutture. È governato dai Comuni e dalla Città Metropolitana, ente locale territoriale istituito nell’aprile del 2014, in sostituzione della Provincia, e operativo dal 1° gennaio 2015. Il suo organo di indirizzo, programmazione e controllo politico-amministrativo è il Consiglio metropolitano, che dura in carica 5 anni. In caso di rinnovo del consiglio del Comune capoluogo, però, si procede a nuove elezioni entro 60 giorni dalla proclamazione del sindaco del Comune capoluogo. Dunque, entro l’anno si cambia anche il Consiglio metropolitano. Con quali prospettive? Lo abbiamo chiesto alla prossima capolista del PD, Arianna Censi, attuale vicesindaca della Città Metropolitana, oltre che consigliera comunale.

 

Quali sono le eccellenze sulle quali puntare?

In un’area metropolitana come la nostra, con Milano al centro e intorno un territorio dinamico e articolato, il settore agroalimentare rappresenta una straordinaria risorsa, parte integrante della storia e della tradizione lombarda; una realtà importante che gioca un ruolo da protagonista nell’economia. A livello nazionale, la filiera agroalimentare rappresenta il 25% del PIL, con 538 miliardi di euro. Coinvolge circa 4 milioni di lavoratori, impegnati in 740mila aziende agricole. Le industrie alimentari sono 70mila, oltre 330mila le imprese legate alla ristorazione e oltre 230mila i punti vendita al dettaglio.

 

Sono i dati presentati da Coldiretti all’ultimo Meeting di Rimini.

Sì. E, oltre all’aspetto economico, ci dicono anche altro: in un mondo dove lo sviluppo sostenibile e l’economia circolare sono divenuti la chiave di volta per la conservazione dell’intero pianeta e per la sopravvivenza stessa dell’umanità, l’agroalimentare può, anzi deve, giocare un ruolo da protagonista proprio grazie all’elevato impatto sociale, ambientale ed economico.

Dopo l’esperienza di Expo, con il focus sul cibo di qualità, le filiere produttive e le scelte ambientali ed etiche a esso legate, quello che ci attende è la sfida al consolidamento di una produzione agroalimentare che resti di qualità rispettando l’ambiente, i lavoratori, la storia del territorio e le produzioni locali. Che stimoli un consumo consapevole, sostenibile, contro il consumo di suolo.

 

Come si muove in quest’ambito il Comune di Milano?

Sta portando avanti la propria Food Policy attraverso diversi strumenti, fra i quali importante e noto è il Mercato della Terra, la fiera agricola che si svolge ogni sabato alla Fabbrica del Vapore, dove si possono trovare i produttori del Parco Agricolo Sud Milano e non solo. Un luogo per acquistare i prodotti di qualità dell’economia locale e sostenere il territorio: una filiera a km zero dove possiamo incontrare chi produce il cibo che ci nutre.

La pandemia globale, nella sua tragicità, ha spinto al consumo di prossimità, alla riscoperta dell’agricoltura di città. Le conseguenze le vediamo oggi, con uno sguardo più attento e consapevole non solo verso la qualità del cibo, ma anche verso quella che potremmo definire l’etica della produzione: un rapporto nuovo tra consumatori e produttori, un’alleanza per la sostenibilità, la difesa dell’ambiente e del territorio.

Per supportare tutto questo, un ruolo importante possono giocarlo i fondi europei legati al sostegno all’agricoltura sostenibile. Il cambiamento climatico globale e gli effetti della pandemia mettono a rischio le produzioni, facendo aumentare i costi fino al 30%, e in pericolo le aziende: la nostra agricoltura è una ricchezza a volte fragile, da preservare, per il bene di tutti, attraverso la consapevolezza del consumo e politiche mirate di sostegno.

 

Che cos’è il Piano Territoriale Metropolitano?

Approvato nell’aprile 2021, è un disegno di fondamentale rilevanza che organizza i suoi obiettivi guardando a 5 principi: la tutela delle risorse non rinnovabili (suolo, acqua, aria, energia da fonti fossili); l’equità territoriale; la salvaguardia del patrimonio paesaggistico ambientale; la semplificazione delle procedure, anche attraverso la digitalizzazione degli elaborati; il supporto ai Comuni e alle iniziative intercomunali. In questa direzione – e in coerenza con i contenuti e i tempi degli accordi internazionali sull’ambiente – le azioni del Piano si orientano al miglioramento dei servizi per la mobilità pubblica, allo sviluppo della rete verde metropolitana, alla tutela della produzione agricola, alla localizzazione degli interventi insediativi su aree dismesse e tessuto consolidato (le parti di territorio su cui è già avvenuta l’edificazione o la trasformazione dei suoli), al potenziamento della rete ecologica.

 

Tutti progetti da sottoscrivere. Ne seguiremo gli sviluppi.

Paola Chessa Pietroboni

direzione@cibiexpo.it

 

 

 

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