È stato presentato alla Camera dei deputati il libro curato da Giorgio Donegani: scienza, innovazione e sicurezza per nutrire il mondo di ieri, oggi e domani. A Roma, a novembre, in occasione del 25° anniversario del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei tecnologi alimentari – il ruolo dei quali è tutelare la qualità, la sicurezza e la sostenibilità degli alimenti che arrivano in tavola –, si è svolto il convegno Le Tecnologie Alimentari per lo Sviluppo Sostenibile, circostanza ideale per presentare il libro citato nel titolo, edito da oVer Edizioni. L’assunto è che la tecnologia è alleata della salute, della sicurezza e del gusto. Infatti, è grazie alla scienza e alla tecnologia, applicate agli alimenti, che i cittadini possono avere accesso a cibi sani, controllati e sostenibili.

Questo lavoro, rivolto proprio ai consumatori, nasce con l’obiettivo di promuovere una riflessione fondata sulla conoscenza dei dati e sulle evidenze scientifiche. A sottolineare questi concetti è lo stesso curatore, Giorgio Donegani, che ha dichiarato: «Con questo libro vogliamo spiegare che cosa fa davvero il tecnologo alimentare e sfatare il mito del ‘si stava meglio quando si stava peggio’. In realtà, quando si parla di botulino, salmonella o listeria, si tratta di casi eccezionali.
Oggi è rarissimo che si verifichino episodi di botulino e, quando succede, sono spesso legati a produzioni domestiche o artigianali eseguite in modo scorretto. L’industria alimentare, invece, è sottoposta a controlli rigidissimi che rendono praticamente impossibili certi errori. Non a caso, proprio in Italia, ha sede l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, l’EFSA. Ciò che emerge dai giornali rappresenta solo una goccia nel mare rispetto a tutto ciò che funziona e che dovremmo imparare a riconoscere e valorizzare». L’EFSA è stata istituita nel 2002 e ha sede a Parma.
Un settore in evoluzione
Negli ultimi anni il settore agroalimentare è stato interessato da profonde trasformazioni, guidate principalmente dall’innovazione tecnologica, dalla crescente attenzione alla sostenibilità e dai cambiamenti nelle abitudini dei consumatori. L’adozione di tecnologie digitali – come la robotica o l’Internet of Things (IoT) – determina più efficienza produttiva, migliore gestione delle risorse e una tracciabilità completa dei prodotti “dal campo alla tavola”. L’agricoltura di precisione – un approccio che usa appunto le tecnologie digitali per raccogliere dati su suoli e colture, permettendo interventi mirati – e l’agricoltura verticale – una tecnica innovativa che coltiva piante su livelli sovrapposti in ambienti controllati, usando idroponica, acquaponica o aeroponica per testare luce, temperatura e umidità – sono esempi concreti di queste applicazioni.
La crescente consapevolezza dell’impatto ambientale del settore, che produce circa un terzo dei gas serra globali, favorisce l’adozione di pratiche sostenibili, come l’agricoltura rigenerativa, che punta a razionalizzare i mezzi (fare meglio, con meno) e la ricerca di un equilibrio tra produttività e rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali.
I consumatori sono sempre più attenti alla salute, alla sicurezza alimentare e all’origine dei prodotti. Questo ha portato a un aumento della domanda di alimenti biologici, prodotti a base vegetale (plant-based), proteine alternative e diete più sane. Oggi la sfida si gioca soprattutto sul terreno della prevenzione, in un’ottica One Health (Una Sola Salute), un approccio integrato che vede la salute di persone, animali e ambiente come un’unica entità interconnessa e promuove la collaborazione tra diverse discipline (come medicina umana, veterinaria, ambientale, agricoltura) per affrontare le minacce sanitarie globali. L’alimentazione riveste un ruolo primario. Per inciso, quella dei Tecnologi Alimentari dovrebbe essere riconosciuta come professione sanitaria.
Innovazione e tradizione
L’ innovazione tecnologica nel settore agricolo non è in contrasto con la tradizione. In un momento storico in cui la popolazione mondiale continua a crescere, la tecnologia può e deve essere uno strumento per incrementare la produttività agricola di qualità, senza consumare nuovo suolo. È fondamentale investire nella ricerca per sviluppare piante più resilienti e resistenti ai cambiamenti climatici e agli agenti atmosferici, sempre più estremi.
Per Laura Mongiello, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Tecnologi, celebrare i 25 anni della nascita dell’Ordine professionale è un riconoscimento importante per tutti coloro che ogni giorno lavorano per garantire la sicurezza, la qualità e la sostenibilità del cibo che arriva sulle nostre tavole. «Amiamo definirci Custodi del valore del cibo, la filiera agroalimentare è importante per l’economia e il benessere del nostro Paese. La scienza e la tecnologia alimentare non sono solo strumenti di produzione, ma pilastri della salute pubblica, della qualità della vita e della sostenibilità ambientale».
Secondo Mongiello la conoscenza scientifica e l’innovazione tecnologica possono essere di grande supporto nell’orientare le scelte politiche, contrastando sul nascere eventuali teorie antiscientifiche o pericolosi preconcetti alimentari. Non esiste progresso senza scienza.
La redazione
