IL CLUSTER 6

Un intero capitolo del nuovo programma europeo per la ricerca, il cosiddetto cluster 6, sarà dedicato a cibo, bioeconomia, risorse naturali e ambiente.

 

 

Si tratta di una serie di temi strettamente correlati che sono fondamentali per la transizione dell’Europa verso la sostenibilità e su cui l’Italia gioca nel ruolo di leader.
Horizon Europe è il nono – più ambizioso, più ricco, più ambientale e più votato all’innovazione – programma di ricerca mai varato dall’Unione europea. Durerà fino al 2027. Già Horizon 2020, l’ottavo programma quadro dell’Ue per la ricerca, che andava dal 2014 al 2020, aveva rappresentato un aumento di bilancio e un cambio di rotta rispetto ai precedenti per la maggiore attenzione all’innovazione e alle imprese. Nel 2014 infatti fu introdotto uno strumento specifico per il finanziamento della ricerca delle piccole e medie imprese. Inoltre con Horizon 2020 è iniziato il lavoro per la creazione di uno spazio europeo per la ricerca.
In questi anni è aumentata la consapevolezza che la prosperità economica e sociale dell’Europa, la qualità della vita e dell’occupazione e dell’ambiente dipendono dalla sua capacità di creare conoscenza e innovare. E ora che con la pandemia le nostre vite e le nostre economie dipendono dai risultati della ricerca scientifica possiamo guardare al lavoro fatto con Horizon 2020 con soddisfazione, perché, anche se resta a mio giudizio che la ricerca europea meriterebbe un bilancio più grande, meno burocrazia e più efficienza nel trasferimento tecnologico alle imprese, negli ultimi sette anni il programma ha portato risultati non indifferenti. Il bilancio di Horizon 2020 nel 2014 ha rappresentato un aumento del 23% rispetto al programma precedente. Oggi con Horizon Europe il budget è arrivato a 95,5 miliardi di euro. Fondamentale è l’ampio spazio dedicato al cluster 6 che mira a ridurre il degrado ambientale, arrestare e invertire il declino della biodiversità su terra, acque interne e mare e gestire meglio le risorse naturali attraverso cambiamenti trasformativi dell’economia e della società nelle aree urbane e rurali. Questo capitolo del programma europeo per la ricerca garantirà la sicurezza alimentare e nutrizionale per tutti attraverso la conoscenza, l’innovazione e la digitalizzazione in agricoltura, pesca, acquacoltura e sistemi alimentari, e guiderà e accelererà la transizione verso un’economia circolare a basse emissioni di carbonio, efficiente sotto il profilo delle risorse, e una bioeconomia sostenibile, compresa la silvicoltura.

Patrizia Toia, eurodeputata

 

 

 

 

 

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