BUONI PASTO, LE NOVITÀ DEL 2020

Digitalizzazione e cashless sono le parole chiave che guidano le regole in materia di ticket restaurant previste dalla nuova Legge di Bilancio. L’anno si apre con un importante cambiamento per quanto riguarda i buoni pasto a favore dei lavoratori. La manovra finanziaria varata alla fine del 2019 prevede infatti un innalzamento della soglia di esenzione fiscale del buono elettronico da 7 a 8 euro e una riduzione della deducibilità del cartaceo (da 5,29 a 4 euro).

 

 

 

 

In termini pratici questo significa che da oggi alle aziende converrà sempre di più dotare i propri dipendenti di card digitali comodamente ricaricabili mensilmente, quasi fossero una sorta di carta di credito prepagata.

 

«Si tratta di un notevole passo avanti verso la digitalizzazione dell’intero sistema paese», commenta Luca Palermo, amministratore delegato di Edenred Italia, società leader nel settore dei buoni pasto. «Inoltre – prosegue – è importante sottolineare come un simile provvedimento contribuisca a favorire la maggiore tracciabilità delle transazioni, adeguando l’Italia ai valori europei e allontanando il ricordo degli spiacevoli casi di truffa balzati agli onori della cronaca in tempi non molto lontani.»

 

Oltre alla riduzione della soglia di esenzione, va ricordato che non è prevista alcuna detrazione IVA per le società che si avvalgono dei ticket cartacei, mentre sarà integralmente detraibile l’IVA al 4% per quelli elettronici. «Al momento il mercato dei buoni pasto è rappresentato per il 60% dai blocchetti cartacei e per il 40% dalle tessere elettroniche – conclude l’A.D. di Edenred italia – ma ci aspettiamo che questa proporzione venga quantomeno rovesciata nel giro dei prossimi anni e che si acceleri sempre di più verso un sistema completamente digitale.»

 

 

Vantaggi non solo per le aziende

 

Alle parole di Palermo fa eco Emmanuele Massagli, presidente dell’Associazione nazionale società emettitrici buoni pasto (Anseb), che spiega come gli emettitori abbiano deciso di scommettere sui buoni elettronici perché funzionali al processo di digitalizzazione dei servizi per il lavoro in atto. Un ulteriore elemento da prendere in considerazione è il fattore economico.

 

«Facendo i conti – continua Massagli – è facile capire che gli sgravi previsti dalla manovra possono portare nelle tasche dei lavoratori un incremento di 400 euro non tassati all’anno, da spendere per una pausa sana.» Un indubbio vantaggio, che si inserisce nell’ampio discorso delle facilitazioni e dei benefit aziendali oggi sempre più apprezzati e richiesti.

 

Anna Francioni

anna.francioni@cibiexpo.it

 

 

 

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