In vigore dal 6 settembre 2024, già all’esordio aveva debuttato in oltre 170 scuole. L’obiettivo del sistema formativo 4+2 è dare più spazio ai programmi di alternanza scuola-lavoro e didattica laboratoriale per favorire l’ingresso degli studenti nel mondo delle professioni.

La riforma ha conquistato quasi diecimila studenti nei primi 2 anni d’attuazione, tanto che il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha valutato opportuno renderla obbligatoria: da sperimentazione a sistema ordinario dell’offerta formativa nazionale.
Si spera che questo incentivi i progressi, che pure sono stati consistenti, per quello che riguarda la dispersione scolastica: al 9,8% nel 2024. L’obiettivo europeo del 9% era stato fissato per il 2030: l’Italia lo raggiungerà con grande anticipo. La dispersione implicita, cioè quella che si verifica quando uno studente completa il percorso scolastico, ad esempio ottenendo un diploma, ma senza raggiungere il livello minimo di competenze di base, ha registrato progressi significativi, scendendo dal 9,7% del 2022 all’8,7% nel 2025.
Con un investimento complessivo di 40,5 milioni di euro, già definito con un decreto ministeriale, nell’agosto 2025 si è avviata concretamente la realizzazione di 54 campus formativi innovativi in tutte le regioni italiane, realizzati dagli istituti tecnici e professionali in partenariato con le Fondazioni ITS Academy, università, centri di ricerca, aziende e associazioni datoriali, in un’ottica di stretta collaborazione tra mondo della formazione e sistema produttivo. Questi campus sono ambienti multifunzionali che mirano a rafforzare laboratori, reti con imprese e spazi didattici innovativi.
il diploma quadriennale sarà riconosciuto nel mondo del lavoro come equivalente a un diploma quinquennale e consentirà l’iscrizione all’università. Sulla piattaforma Unica si trova l’elenco delle scuole che attivano il percorso dall’anno scolastico 25/26.
L’iter educativo sarà arricchito da una maggiore interazione con il mondo del lavoro grazie alla presenza in aula di esperti provenienti dalle aziende. Questo garantirà una copertura delle competenze non presenti tra i docenti. La riforma potenzierà inoltre lo studio delle materie STEM, delle lingue, la didattica laboratoriale e i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO). Gli organici dei docenti rimarranno invariati.
La redazione
