PAROLA D’ORDINE: IDRATAZIONE

Con l’estate, l’idratazione guadagna un ruolo da protagonista nella routine quotidiana. Bere quando lo si desidera non basta. La sete è già un segnale che il corpo sta entrando in fase di carenza. L’obiettivo è anticiparla, non rincorrerla. Ma, in mezzo a centinaia di alternative, tra acque aromatizzate, bevande proteiche e succhi “funzionali”, come orientarsi?

 

 

Partiamo da alcune considerazioni preliminari

L’acqua costituisce circa il 60% del corpo di un adulto e una percentuale ancora più alta nei bambini. È coinvolta in ogni funzione vitale: regola la temperatura corporea, trasporta ossigeno e nutrienti, facilita la digestione, permette la rimozione delle tossine. Ogni giorno ne perdiamo una quota importante con la respirazione, la sudorazione, le urine e le feci, ed è fondamentale reintegrarla per mantenere l’equilibrio idrico.

Una carenza, anche modesta, può compromettere attenzione, lucidità mentale e termoregolazione (processo che permette agli organismi viventi di mantenere la temperatura corporea in un intervallo ottimale, generalmente compreso tra 36,5 e 37°C., nonostante le variazioni di quella esterna, ndr); è a questo punto che sentiamo impellente la sete. Un vero campanello d’allarme che ci lancia il nostro organismo. Se infatti la disidratazione si aggrava, si riduce il volume del sangue, il cuore fatica a ossigenare tessuti e cervello, la temperatura corporea sale e aumenta il rischio di malesseri fisici importanti, al punto che una perdita del 10% dell’acqua corporea può addirittura diventare un’emergenza medica molto seria.

Tante bevande, poca chiarezza

Non c’è dubbio che l’acqua rimanga la scelta migliore per soddisfare le esigenze del fisico, ma il piacere di qualcosa di più sfizioso e rinfrescante, magari da bere in compagnia con gli amici, è un qualcosa che può rendere ancora più piacevole la vacanza. Ed ecco allora che, spinte dalla maggiore consapevolezza sull’importanza dell’idratazione e dal desiderio di offrire nuove alternative sul mercato, le aziende si sono impegnate nel mettere a punto una varietà crescente di bevande, diverse dalle solite bibite a cui ci hanno abituato. Ma non tutte mantengono le promesse, e vale allora la pena di fare ordine tra le ultime novità.

Le acque aromatizzate naturali

Contengono estratti di frutta, erbe o spezie e sono in genere prive di zuccheri aggiunti. Non sono essenziali, ma possono essere un buon compromesso per chi trova “noioso” bere acqua naturale, e possono rivelarsi anche un modo per abituare bambini e ragazzi a gusti semplici e non zuccherini.

Acque e bevande “detox” o “depurative”

Qui bisogna stare attenti: sulla confezione promettono grandi effetti, ma in realtà tutte le acque oligominerali (residuo fisso sotto i 500 mg/l) stimolano la diuresi e supportano la funzione renale. Non servono formule miracolose: se l’acqua è leggera, fa il suo lavoro. Il termine “depurativa” ha spesso più valore commerciale che scientifico

Acque arricchite: collagene, acido ialuronico per la bellezza della pelle…

Cosa ci sarebbe di meglio di un’acqua che al contempo ti disseta e ti mantiene sana la pelle al pari di una crema nutritiva? È proprio questa l’idea che ha spinto a mettere in commercio acque “speciali”, arricchite con collagene e acido ialuronico per chi cerca benefici per la pelle e un quid in più di benessere.  In effetti queste acque sembrano promettere molto, ma basta riflettere un attimo per ridimensionare pesantemente le attese. Il collagene, infatti, se assunto per via orale, viene scomposto in aminoacidi come ogni proteina: non arriva intatto alla pelle. L’idea che “mangiare collagene fa bene alla pelle” è simile al vecchio mito secondo cui mangiare fegato guariva il fegato…

Quanto all’acido ialuronico, se presente in forma biodisponibile, può essere parzialmente assorbito, ma le quantità contenute nelle acque arricchite sono troppo basse per produrre un effetto reale.

Le bevande proteiche

Dalla colazione al post-allenamento, le bevande “pro” sono di moda, si trovano ovunque e meritano un discorso a parte. Possono avere un senso solo per chi pratica attività sportiva intensa, ma anche in quel caso vanno scelte con attenzione. Il sapore è spesso poco gradevole, mascherato da zuccheri o edulcoranti. Non sono adatte ai bambini e sicuramente non sono un sostituto dell’acqua.

Succhi ed estratti vegetali a freddo (HPP)

Tutto da bocciare dunque? No: negli ultimi anni si stanno affermando sul mercato bevande ottenute con l’innovativa tecnica HPP (High Pressure Processing, in italiano conosciuto come Pascalizzazione) che consente la pastorizzazione a freddo: il risultato sono succhi e mix di frutta e verdura più ricchi di vitamine e antiossidanti rispetto ai classici trattati a caldo. Sono una buona aggiunta nella dieta, a patto di non esagerare, perché, anche se sono quelli della frutta, gli zuccheri che contengono non sono pochissimi.

 

Giorgio Donegani

www.giorgiodonegani.it