L’ ASPARAGOPSIS

È un’alga tipica dell’Australia e della Nuova Zelanda che, aggiunta al mangime, può ridurre in modo consistente le emissioni di gas dei ruminanti. Uno dei principali responsabili del riscaldamento globale, che cresce anche grazie alle attività agricole svolte dall’uomo, è il metano. I bovini – più di 1 miliardo e mezzo nel mondo che nutrono, in modo diretto o indiretto, oltre 1 miliardo di esseri umani – sono responsabili di una quota rilevante del volume mondiale di gas che viene generato nel loro apparato digerente, in particolare nella prima camera, il rumine. Qui diversi microbi spezzano le fibre dei vegetali producendo il metano enterico, che poi viene rilasciato in gran parte nell’atmosfera attraverso l’eruttazione.

 

 

Secondo un rapporto dell’Agenzia svedese per la protezione dell’ambiente (Naturvårdsverket), negli ultimi anni sono stati compiuti significativi progressi nella lotta all’inquinamento da metano grazie all’introduzione, nel mangime di ruminanti come mucche, bufali, capre e pecore, delle microalghe Asparagopsis taxiformis. Grazie alla grande quantità di bromoformio in esse contenuta – una sostanza che impedisce ai microrganismi presenti nei primi 2 stomaci degli animali (in tutto sono 4) di produrre metano –, riducono drasticamente le eruttazioni durante il processo di digestione.

L’impatto delle emissioni inquinanti è attualmente un serio problema. Secondo i dati delle Nazioni Unite, gli allevamenti intensivi in Europa producono annualmente una quantità equivalente a 704 milioni di tonnellate di CO2, superando così quelle complessive di automobili e furgoni in circolazione sul pianeta. Nel settore agricolo, ben il 32% delle emissioni è attribuibile alla digestione dei bovini, che comprende sia l’eruttazione che la produzione di letame. Alla luce di questi risultati, il rapporto svedese suggerisce al Governo d’incaricare l’Agenzia e altre autorità di condurre indagini aggiuntive. Le aree di studio dovrebbero coprire l’impatto socioeconomico, il supporto agli agricoltori, il miglioramento della ricerca, l’innovazione e una maggiore collaborazione con l’industria. Inoltre, potrebbero essere esplorate ulteriori possibilità di analisi relative al miglioramento della produttività delle mucche e alle variazioni genetiche tra le razze in termini di produzione di metano.

Nel febbraio 2022, l’Unione europea ha ammesso l’uso del 3-NOP, una sostanza simile a quella contenuta nelle alghe. Questo composto, dopo numerosi studi condotti in 13 Paesi, è stato somministrato a vari tipi di bovini – in particolare vitelloni da carne – con risultati incoraggianti.

Al momento, però, gli allevatori sono preoccupati per i costi associati all’attuazione di tali misure.

Ciò nonostante, le opportunità in questo settore cruciale suscitano un notevole interesse. Diverse imprese e organizzazioni, in particolare australiane e americane, comprese le grandi opportunità di sviluppo, stanno lavorando su questo tema.

 

CH4 Global 

È un’azienda con sede operativa negli Stati Uniti che si è posta come missione quella di avere un impatto significativo su larga scala sui cambiamenti climatici sviluppando soluzioni di mitigazione dei gas serra (GHG, ovvero Greenhouse Gases). Uno dei GHG più potenti è il metano.

Coltiva in acquacoltura le Asparagopsis ed elabora i bioprodotti che ne derivano. Li mette in commercio sotto forma di integratori specifici per ruminanti, facilmente integrabili nella loro alimentazione. Basta aggiungere una piccola quantità di alghe al mangime per ridurre le emissioni di oltre l’80%.

Le principali attività svolte da CH4 Global includono la sperimentazione in siti ad alta presenza di metano in Asia meridionale e orientale, Africa subsahariana e Sud America.

 

FutureFeed 

È la società australiana costituita nel 2020 per commercializzare la tecnologia sviluppata dall’agenzia scientifica nazionale CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization), insieme a MLA (un fornitore di servizi per l’industria della carne rossa) e all’Università del Queensland James Cook. Ha rilasciato licenze ai coltivatori di alghe marine che permettono di fornirle agli allevatori. Inoltre, promuove la ricerca, lo sviluppo e la peer review (revisione paritaria, ndr) per sostenere la scoperta di Asparagopsis. Sono in fase di sviluppo gli standard di certificazione e il marchio di garanzia. FutureFeed è supportata da un consistente gruppo di investitori.

 

Rumin8

Un esempio di successo è l’australiana Rumin8, startup fondata nel 2021 con sede a Perth, che si è posta l’ambizioso obiettivo di “decarbonizzare 100 milioni di bovini entro il 2030”, con una riduzione dello 0,4% delle emissioni globali di gas serra all’anno. Rumin8 ha sviluppato sistemi imperniati su integratori alimentari naturali a base di alghe, seguendo l’esempio di aziende come Volta Greentech in Svezia e Irish SeaSolutions in Irlanda.

La startup ha ottenuto finanziamenti iniziali per un totale di 16 milioni di euro, e recentemente ha attirato l’attenzione di Breakthrough Energy Ventures (BEV), il fondo di investimento fondato da Bill Gates, che ha contribuito con circa 8 milioni di euro.

 

Paola Chessa Pietroboni

direzione@cibiexpo.it

 

 

 

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