IL CIBO DEL PROSSIMO FUTURO

L’agrifood-tech mondiale ogni anno assorbe risorse per diverse decine di miliardi: 51,7 nel 2021.

 

 

 

 

Il report annuale sugli investimenti del venture capital americano – cioè quelli di medio-lungo termine in imprese non quotate ad alto potenziale di sviluppo che sono nella fase di start up – è un documento utile per capire come si sta modificando il food system mondiale. Che punta, per esempio, sull’editing genomico, cioè sulla possibilità di modificare o sostituire piccole parti della sequenza del DNA degli organismi viventi.

In posizione di spicco c’è Il colosso italiano Illy. Il sequenziamento del genoma del caffè può dare risultati interessanti, oltre che a livello scientifico dal punto di vista agroalimentare, con importanti ricadute, anche economiche, sia per i Paesi produttori sia per i Paesi consumatori.

Un’altra categoria in forte ascesa è quella del “novel farming” e, in particolare, dell’“indoor farming”, nel quale anche l’Italia si è conquistata un ruolo.

Le proteine alternative sono vincenti nel comparto “cibi innovativi”: vedi Impossible Foods, un’azienda che produce sostituti vegetali per la carne e per i prodotti caseari, e Future Farm, nata in Brasile, ma attiva anche in Italia, con l’obiettivo di cambiare le modalità di consumo, sviluppando le prime versioni di proteine vegetali con lo stesso sapore, consistenza e aspetto della carne.

Accanto al plant based crescono di molto e velocemente gli investimenti nel cell based e fermentation based.

Diverse start up hanno sviluppato tecnologie e prodotti in grado di replicare gusto e texture di alcuni cibi per palati raffinati, come il foie gras, che da alcuni anni è al centro di numerose polemiche per crudeltà nei confronti degli animali. La start up francese Gourmey, partendo da una singola cellula di fegato d’oca o d’anatra, è in grado di produrre ciò che può definirsi “foie gras coltivato”.  La tecnologia cellulare le ha permesso di copiare l’alimento simbolo della gastronomia francese.

Altro emblema della cucina gourmet mondiale è l’aragosta che non poteva rimaner esclusa dalla rivoluzione delle proteine alternative. 

E ancora: la californiana Apeel studia prodotti che ritardano il deperimento del cibo, e la Trax, con sede a Tel Aviv, ha sviluppato una serie di soluzioni che sfruttano intelligenza artificiale e machine learning per digitalizzare i processi di assortimento e migliorare l’esperienza degli utenti impegnati nella spesa all’interno del punto vendita.

E per finire citiamo il “quick commerce”, che garantisce consegne in tempi rapidissimi: da 15 minuti a 2 ore.

Paola Chessa Pietroboni

direzione@cibiexpo.it

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Iscriviti alla nostra newsletter e resta aggiornato
sul mondo del cibo.