FRUTTI DI MARE CONTAMINATI

Recenti fatti di cronaca hanno riportato al centro dell’attenzione l’epatite A e i molluschi responsabili della diffusione del virus. Gli alimenti più frequentemente coinvolti sono cozze, vongole e ostriche.

Il rischio è legato al loro stesso meccanismo di nutrizione: filtrano grandi quantità di acqua per alimentarsi e, se l’ambiente è contaminato da scarichi fognari o agenti patogeni, possono accumulare virus senza che il loro aspetto, o l’odore, si alterino. Per questo motivo il consumo di molluschi crudi rappresenta una delle principali cause di contagio alimentare.

 

 

Recenti episodi registrati in Italia hanno dimostrato quanto il problema sia attuale. In alcune aree del Sud, l’aumento dei casi di epatite A ha portato le autorità sanitarie a vietare temporaneamente il consumo di frutti di mare crudi, dopo che numerosi pazienti erano stati ricoverati con sintomi tipici della malattia, come febbre, nausea, stanchezza e ittero. In diversi casi il contagio è stato provocato proprio dal consumo di molluschi provenienti da acque non salubri.

Emblematico è il recentissimo sequestro di oltre 50 chili di frutti di mare effettuato in Campania dai Carabinieri dei NAS: l’ipotesi è che cozze locali siano state miscelate con molluschi importati, potenzialmente contaminati.

Accanto al rischio microbiologico naturale, esiste un ulteriore fattore che aumenta la pericolosità della filiera: le frodi alimentari, ovvero la vendita di molluschi provenienti da zone non autorizzate, la falsificazione dell’origine geografica o l’assenza di controlli sanitari adeguati. In tali contesti, il consumatore non ha la possibilità di verificare la provenienza del prodotto e rischia di contribuire involontariamente alla diffusione delle infezioni.

Le frodi alimentari rappresentano quindi non solo un danno economico, ma anche un serio pericolo per la salute pubblica. L’alterazione delle etichette o la miscelazione di lotti provenienti da aree diverse rendono difficile tracciare l’origine del prodotto e individuare eventuali fonti di contaminazione.

In caso di epidemie, questa mancanza di tracciabilità rallenta gli interventi sanitari e favorisce la diffusione del virus, oltre a complicare le indagini sulle cause reali dei focolai.

La prevenzione resta l’arma più efficace. Gli esperti raccomandano di consumare molluschi solo se ben cotti e acquistati da rivenditori autorizzati, verificando sempre etichettatura e provenienza.

Il rafforzamento dei controlli e la lotta alle frodi costituiscono strumenti fondamentali per garantire la sicurezza dei consumatori.

 

Daniela Mainini

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