FOCUS PAUSA PRANZO

Ritorna l’appuntamento annuale con l’Indagine FOOD (Fighting Obesity through Offer and Demand), che approfondisce i temi connessi all’alimentazione e alla pausa pranzo.

L’edizione 2023 della ricerca curata da Edenred ha visto la partecipazione di 47.327 lavoratori e 1.672 operatori della ristorazione, distribuiti in 19 Paesi nel mondo, inclusa l’Italia.

 

 

Nel nostro specifico, sono emersi dati che mettono in luce la relazione tra pausa pranzo e contesto economico generale, come ci spiega Agnieszka Piszczek, Head of Partnership di Edenred Italia, a cui abbiamo chiesto di illustrarci e spiegare quanto emerso dal report.  I fattori che hanno caratterizzato questa edizione, come la precedente, sono: l’inflazione, l’aumento diffuso dei costi e il ruolo del buono pasto come supporto economico.

 

È corretto affermare che la preoccupazione per l’aumento del caro vita sia l’aspetto che più differenzia questa edizione dell’indagine rispetto alle precedenti? E in particolare, il dato italiano come si colloca rispetto a quello degli altri Paesi? 

L’ultima edizione dell’Indagine FOOD ha evidenziato come inflazione e carovita siano due elementi in grado di influenzare i consumi e le scelte delle persone, soprattutto quelle inerenti all’alimentazione.

Considerando i consumi in questo settore, è possibile notare, come già nella precedente edizione, che il 74% degli utilizzatori di buoni pasto in Italia si aspettasse un aumento dei prezzi nella categoria cibo.

Oggi, il dato è aumentato in maniera considerevole arrivando al 92%, una percentuale che in Italia è maggiore rispetto al dato globale (87%) e a quello europeo (85%), sintomo di una preoccupazione maggiore dei consumatori rispetto a quella sentita nel resto del mondo.

Nonostante la previsione, il cibo non è tra le prime voci di spesa sulla quale il campione italiano prevede di effettuare tagli (29% contro il 50% a livello globale e il 52% a livello europeo). In questo contesto, il buono pasto gioca un ruolo fondamentale, perché, grazie al sostegno economico fornito, aumenta il potere d’acquisto e permette di ridurre gli effetti inflativi sulle spese alimentari.

 

Dalla ricerca emerge quanto i ristoratori italiani intervistati siano più consapevoli e informati sul tema alimentazione sana rispetto ai colleghi degli altri Paesi: è un dato che si conferma costante negli anni oppure potremmo leggerlo come il risultato positivo di una campagna mirata di informazione e sensibilizzazione? 

Su questo particolare aspetto registriamo da sempre una sensibilità maggiore dei ristoratori italiani rispetto a quelli di altri Paesi. L’89% dei ristoratori italiani si dichiara infatti consapevole di poter promuovere un’alimentazione sana attraverso i propri piatti, mentre il dato globale risulta essere il 70% e quello europeo l’80%.

Tendenza in crescita che si riflette anche nel percorso che abbiamo intrapreso per contribuire a uno sviluppo sostenibile, attraverso azioni concrete in grado di sensibilizzare sul tema della corretta alimentazione e della lotta allo spreco di cibo.

 

Quali sono, se ci sono, le barriere che ancora in qualche modo ostacolano l’utilizzo esclusivo del buono pasto digitale rispetto al formato cartaceo? 

A oggi, gli utilizzatori del buono pasto cartaceo risultano essere una percentuale minima del totale; negli ultimi anni, infatti, il processo di digitalizzazione ha subito un’accelerata consistente, anche in virtù della situazione socioeconomica e sanitaria che ha portato con sé cambiamenti radicali nelle abitudini di consumo e nell’utilizzo di strumenti digitali.

Cambiamenti che ci hanno portati ad accelerare il processo di digitalizzazione di tutte le nostre soluzioni già in atto e a estendere ulteriormente la rete di partner convenzionati con partner digitali che offrono il servizio di food delivery.

Una spinta al digitale che ha riscontrato il gradimento sia da parte degli utilizzatori (95%) sia da parte dei ristoratori (69%) e che ha portato la nostra app Ticket Restaurant a essere tra le prime 10 applicazioni legate al food maggiormente scaricate e utilizzate dagli italiani.

 

Ci può anticipare almeno uno dei prossimi obiettivi su cui Edenred intende focalizzarsi sul tema pausa pranzo? 

Da un lato, uno dei nostri principali obiettivi è continuare ad ampliare la rete di accettazione per rendere l’offerta ancora più vasta e in grado di soddisfare bisogni nuovi ed esigenze delle persone che utilizzano le nostre soluzioni. Contemporaneamente, ci impegniamo sempre a valorizzare la rete di partner con attività per aumentarne visibilità e giro d’affari. Continueremo a mettere a disposizione contenuti formativi, come ad esempio le strategie digitali per far crescere il business, accrescere il personal branding e sviluppare i social media, il tutto per supportare la crescita e lo sviluppo delle attività commerciali convenzionate.

Anna Francioni

anna.francioni@cibiexpo.it

 

 

 

 

Edenred

Leader nel settore dei benefit per i lavoratori, Edenred offre alle aziende soluzioni digitali per migliorare la qualità della vita e il benessere delle persone che svolgono un’attività lavorativa, dalla pausa pranzo al tempo libero, fino alla cura della persona e alla mobilità sostenibile. Una piattaforma digitale che collega circa 60 milioni di utenti e oltre 2 milioni di affiliati in 45 Paesi attraverso 1 milione di aziende clienti.

I 12.000 dipendenti di Edenred sono impegnati a rendere il mondo del lavoro un ecosistema connesso, più sicuro, più efficiente e più responsabile, ogni giorno.

Grazie al patrimonio tecnologico globale di cui dispone, nel 2022 il Gruppo ha gestito un volume d’affari di circa 38 miliardi di euro, sviluppato principalmente attraverso applicazioni mobili, piattaforme online e carte.

 

 

 

 

 

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