Un ponte tra due mondi. Dall’America Latina agli orti italiani, la scoperta del cavolo “burroso” unisce benessere, storia e sapori d’oltreoceano. Elegante e flessuosa, la couve manteiga attraversa l’oceano per portare sulle nostre tavole il calore del Brasile e la freschezza degli orti più rigogliosi. Il suo identikit botanico la riconduce alla famiglia dei cavoli ma si distingue dai cugini europei per le ampie foglie lisce, prive di fibre legnose. Il suo nome “manteiga”, burro, le vale per una consistenza eccezionalmente tenera, che si scioglie al palato, sprigionando un sapore erbaceo, dolce e mai invadente.

La sua storia è un affascinante ritorno a casa: originaria del Mediterraneo, fu portata in Sud America dai colonizzatori portoghesi, per poi rientrare in Italia grazie ai flussi migratori di ritorno e alla passione di comunità di agricoltori custodi.
Segreti del campo: la couve “Made in Italy”
Oggi la couve è una realtà d’eccellenza che prospera soprattutto nel Lazio e in Sicilia, dove il clima mite ne favorisce la raccolta da ottobre a maggio. È una pianta “acefala”, differisce da cappuccio e verza che si chiudono a palla, poiché si sviluppa verticalmente su un fusto robusto che può superare il metro d’altezza.
Essendo a crescita continua, i contadini ne staccano le foglie basali una ad una, garantendo un prodotto sempre giovane.
Schiva rispetto ai superfood più blasonati, è in realtà un concentrato di virtù; infatti con sole 30 kcal per 100 g, offre un apporto straordinario di ferro, calcio e vitamine A, C e K, rivelandosi un’alleata preziosa per un’azione antinfiammatoria e depurativa, perfetta per chi cerca sapore e digeribilità in un solo boccone.
Consigli per una spesa furba
Acquistiamola tra il tardo autunno e la primavera e, per riconoscerne la qualità, affidiamoci ai sensi, scegliendo mazzi con foglie turgide e di un verde brillante, evitando quelle ingiallite. Il costo è accessibile, tra i 2,50 € e i 4,00€ al chilo, e se avvolta in un panno umido, si conserva in frigo per 3-4 giorni, mentre, se già cotta, meglio non superare le 48 ore in un contenitore ermetico.
In cucina il segreto risiede nel taglio: sovrapponendo le foglie, arrotolandole come un sigaro e affettandole in striscioline finissime, il tipico taglio cabelinho, si potranno saltare velocemente in padella con olio e uno spicchio d’aglio. Per chi cerca invece una sferzata di energia, è straordinaria nei centrifugati con mela e zenzero, poiché regala un sapore morbido e piacevole.
Tiziana Mazzitelli
tiziana.mazzitelli@cibiexpo.it
