Tradizione italiana, anima contemporanea. È un agrume piccolo e profumato, simile a un mandarino, probabilmente arrivato in Europa dalla Cina. Presente nel Vecchio Continente da secoli, in Italia è coltivato soprattutto in Liguria, in particolare nella Riviera di Ponente. (Oggi il chinotto di Savona, a rischio d’estinzione, è tutelato e promosso).

I frutti vengono utilizzati per canditi, marmellate e mostarde, oltre che per aromatizzare sciroppi, liquori e bevande. Ed è da sciroppi e infusioni che nasce l’iconica bibita scura e leggermente frizzante. Il suo profilo aromatico è sorprendentemente complesso: il succo, intenso e molto amaro, dà vita a un gusto distintivo, caratterizzato dall’equilibrio tra dolcezza caramellata e nota amaricante persistente, con sfumature speziate.
Più adatto alle trasformazioni che al consumo fresco, il chinotto vive oggi una nuova stagione di popolarità: da bibita d’altri tempi nei bar di provincia a ingrediente apprezzato da bartender e chef che ne valorizzano il carattere in chiave contemporanea. Compare sempre più spesso nelle carte beverage dei ristoranti: servito liscio, con ghiaccio e scorza di agrume, diventa un’alternativa ai classici soft drink. In mixology è protagonista di cocktail analcolici o a bassa gradazione, incarnando la tendenza low alcol e la voglia di bevande meno dolci. Si abbina a vermouth, bitter e distillati botanici, ma anche a whisky, rum e amari, sostituendo cola e toniche nei long drink contemporanei ed esaltandone le note aromatiche. Nascono così drink personalizzati che giocano con il contrasto, come l’abbinamento con caffè freddo, liquori alle erbe o infusi affumicati.
Anche a tavola sorprende: i frutti, raccolti in diversi momenti dell’anno a seconda dell’uso, diventano canditi per lievitati e dessert, o marmellate per formaggi, mostarde e sciroppi per marinare carni e accompagnare piatti sapidi.
La sua vena amaricante e leggermente balsamica pulisce il palato da fritti e street food; in pasticceria trova spazio in riduzioni e glasse per dessert al cioccolato fondente.
In un’epoca in cui il gusto si fa più consapevole, la tendenza privilegia bevande meno zuccherine e ingredienti naturali. Dietro questa rinascita emerge anche un tema di benessere: il frutto è fonte di vitamina C, beta-carotene e naringina, molecole dall’importante azione antiossidante e antinfiammatoria.
Così il chinotto racconta un’Italia che valorizza le proprie radici senza rinunciare all’innovazione.
Alessandra Meda
