È stata inaugurata a Milano, in via Palestro, mercoledì 4 febbraio. Tra il grigio dei palazzi del centro spicca un muro dipinto di rosa, con la bandiera rossa e bianca e la scritta “House of Switzerland”: punto di riferimento culturale, sportivo e gastronomico per queste settimane che vedranno le Olimpiadi anche nella nostra città.
Un’altra Casa uguale è a Cortina, nel centro della perla delle Dolomiti, e una rappresentanza, sia pure più piccola, a Bormio.

Apre le porte meneghine Alexandre Edelmann, direttore di Presenza Svizzera, l’ente pubblico incaricato di promuovere l’immagine turistica e culturale della Confederazione. Dà il via alla conferenza stampa inaugurale, ricordando che la Svizzera e l’Italia sono due Paesi vicini e amici, e che per gli svizzeri è una gioia essere presenti alla festa olimpica. Scherza poi sul fatto che la Casa apre al pubblico in una giornata uggiosa in perfetto stile invernale e chiosa che sarà una “Casa bagnata, casa fortunata”. E ancora spiega che si tratta di un luogo aperto a tutti, gratuito, dove sarà possibile seguire le competizioni sportive, gustare i prodotti tipici, assistere ai concerti e visitare mostre, nell’ottica di una piena condivisione dei giochi olimpici.
Il filo rosso, scelto per unire i temi elvetici a quelli della nostra tradizione, è l’identità alpina.
La montagna nel cuore di Milano
All’interno della Casa, un piccolo ma curatissimo giardino con piante, erbe caratteristiche e un ristorante dove, sorseggiando ottimo vino, assaggiare formaggi, salumi, pane nero, e la raclette, piatto a base dell’omonimo cacio vaccino.
Non manca la cultura: all’interno è possibile vedere l’installazione: “Come si muovono le nuvole”, creata da studenti e studentesse dell’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana (USI) guidati dall’architetto e designer Riccardo Blumer. Sono state esposte qui 12 delle 34 configurazioni di nuvole realizzate in legno, con dinamiche e forme differenti, dotate di un piccolo motore che le anima al fine di riprodurre il movimento in cielo.
Durante l’inaugurazione, Alexandre Edelmann chiarisce che il programma originario è stato mantenuto, quasi completamente, dopo la vicenda di Crans Montana. Per delicatezza e rispetto sono stati cancellati due eventi: la cena di gala, che era stata prevista per la sera dell’inaugurazione, e una serata di musica elettronica. Gli altri 78 appuntamenti sono confermati. Sono attesi nel capoluogo lombardo il Presidente della Svizzera e due Ministri e i fatti di Capodanno, assicura Edelmann, costituiranno sicuramente una parte del dialogo con la nostra città.
Lucia Massarotti
