AUMENTO RECORD DEI PREZZI

Fare la spesa sta diventando un lusso per gli italiani? Purtroppo, sembrerebbe proprio di sì. La fotografia dell’Istat sul finire del 2025 è preoccupante. Secondo l’ultima nota sull’andamento dell’economia in Italia, i prezzi dei prodotti che ogni giorno mettiamo nel carrello sono aumentati negli ultimi quattro anni, del 24,9%, mentre i salari non hanno seguito questo trend e sono rimasti ai livelli del 2021.

 

 

Portare in tavola pasti completi sta diventando sempre più complicato. Soprattutto se ci sono tanti piatti da riempire e si fa fatica ad arrivare alla fine del mese: una famiglia su tre è stata costretta nell’ultimo anno a tagliare gli acquisti alimentari.

Basta entrare in un supermercato, o fare un giro in un mercato rionale, per rendersene conto. Entrando nel dettaglio, gli alimenti freschi sono rincarati del 26,2%, mentre quelli lavorati del 24,3%. In particolare, nel mese di settembre 2025 è stato osservato un aumento del prezzo del cibo pari al 26,8% rispetto al mese di ottobre 2021. E ancora, i prodotti vegetali sono saliti del 32,7%; il latte, le uova e i formaggi del 28,1%, mentre il pane e i cereali del 25,5%.

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) le cause che hanno portato a questa situazione sono da ricercare in una combinazione di diversi fattori. Dalla seconda metà del 2021 ci sono state le pressioni al rialzo dei prezzi internazionali delle materie prime, dovute alla fase di ripresa post pandemica; dal mese di febbraio 2022 la guerra in Ucraina e le sanzioni internazionali hanno determinato forti tendenze inflattive sui beni energetici, che si sono sommate alla continua crescita dei prezzi delle materie prime, non solo in Italia, ma anche nel resto dell’Unione Europea.

Nell’anno che va da ottobre 2024 a ottobre 2025, i genitori con due figli si sono ritrovati un aumento nella spesa alimentare pari a 250 euro; mentre chi ha un solo bambino si trova a spendere circa 219 in più. Chi fatica sotto il profilo economico, con redditi contenuti, è stato costretto a tagliare dove possibile la spesa, fare scelte diverse, cambiare abitudini. Spesso a scapito della qualità e con conseguenze sul piano nutrizionale e della salute. Difficile attenersi alle indicazioni di una dieta con abbondanza di frutta e verdura se mancano i mezzi per acquistarle.

Anche durante le feste, secondo le previsioni, potrebbe essere stato difficile concedersi qualche sfizio: i dati raccolti fanno immaginare un Natale più frugale sulle tavole e regali meno costosi sotto l’albero.

 

Lucia Massarotti

lucia.massarotti@gmail.com