Nel dicembre 2025 CIRFOOD, Cooperativa Italiana di Ristorazione, ha organizzato l’incontro “Nutrire lo sport”, per analizzare il legame tra nutrizione e movimento.

L’argomento è più che mai attuale. E non solo perché le Olimpiadi hanno alzato il livello di attenzione sullo sport e su tutto ciò che ad esso è collegato, ma perché da tempo una sana alimentazione e un’adeguata attività fisica vengono indicate dagli esperti come pilastri del benessere. Mangiare correttamente, infatti, non solo permette al corpo di avere la giusta energia, ma supporta anche il recupero muscolare, migliora la concentrazione, sostiene le prestazioni e favorisce il nostro generale star bene.
L’alimentazione diventa quindi un potente strumento di prevenzione e di potenziamento. Secondo le ricerche, inoltre, la combinazione di cibo e sport è anche un linguaggio universale che unisce le persone. Un mezzo di inclusione, che passa dal sedersi alla stessa tavola al praticare insieme una disciplina sportiva.
Questo è stato il filo rosso dell’incontro presso il CIRFOOD DISTRICT, il centro di ricerca e innovazione della Cooperativa di Ristorazione, nel corso del quale i racconti di personaggi noti ed esperti sui temi hanno sottolineato – attraverso aneddoti e esperienze personali – quanto il cibo incida sia sulle performance sportive sia sulla socialità.
Si sono seduti al tavolo dei relatori, insieme a Federico Buffa, giornalista sportivo: Giulia Ghiretti – campionessa paralimpica e ingegnere biomedico – che ha raccontato come l’alimentazione sia una vera parte integrante della sua preparazione fisica, sottolineando però come le sue scelte quotidiane a tavola non siano diverse rispetto a quelle della sua famiglia, se non immediatamente prima di una gara, ribadendo così l’importanza di equilibrio e normalità anche nello sport al vertice; Massimo Giovanelli – architetto e ex capitano della Nazionale Italiana di Rugby – che ha posto l’attenzione sulla dimensione collettiva dello sport, così come della cucina, parte identitaria della cultura italiana e Eliana Liotta – giornalista scientifica e scrittrice – che ha proposto il tema dell’alimentazione sul piano della scienza ma reso accessibile, insistendo sul fatto che alimentarsi in maniera corretta significa prevenire l’infiammazione e sostenere il sistema immunitario. Ha spiegato, infatti, che la massa muscolare non serve solo per bruciare le calorie ma è considerata un grande organo endocrino e metabolico. Quando si contrae, il muscolo scheletrico rilascia molecole bioattive chiamate miochine, che agiscono come ormoni regolando il metabolismo, riducendo l’infiammazione, migliorando la sensibilità insulinica e comunicando con altri organi come cervello, fegato e tessuto adiposo.
Pertanto il movimento funziona come “antinfiammatorio naturale”.
Gli esperti nutrizionisti concordano sul ruolo centrale dell’alimentazione per raggiungere buoni risultati, accanto alla costanza e all’allenamento, oltre che per mantenere il giusto equilibrio tra l’energia consumata e quella bruciata. Il regime alimentare, infatti, occupa un posto fondamentale anche nel post allenamento perché permette di accelerare il processo di recupero fisico e di prevenire, per quanto possibile, gli infortuni.
Spesso allo sport viene associata la parola “dieta”.
Gli antichi greci e romani con essa intendevano non solo un modo di mangiare, ma un intero stile di vita, fatto appunto di giusto nutrimento, ma anche di movimento regolare e di una certa condizione di serenità.
Questa è la visione che ha ripreso oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità che la propone come approccio essenziale per la salute, intesa come benessere generale e non solo come assenza di malattie.
Quando però parliamo di alimentazione che sostenga anche l’attività fisica è necessario fare delle distinzioni.
Chi pratica sport a livello professionale, o comunque agonistico, è sempre preferibile che segua una dieta personalizzata, messa a punto da un esperto nutrizionista, che tenga conto della tipologia di attività praticata, del livello di allenamento, dell’età, del sesso e della composizione corporea dell’atleta per il quale viene costruito il piano alimentare.
Chi invece si allena per mantenere uno stile di vita sano può seguire “le sette regole dello sportivo”: 1) mantenersi idratato, sia bevendo quanto consigliato, sia evitando la disidratazione scegliendo un abbigliamento adeguato e un giusto orario per allenarsi; 2) non assumere integratori, per coprire il fabbisogno nutrizionale basta l’alimentazione; 3) non saltare mai la colazione 4) consumare carboidrati per avere energia a lento rilascio; 5) effettuare sempre una fase di recupero per reidratare i fluidi persi con la sudorazione, ricostituire le scorte di glicogeno muscolare ed epatico e reintegrare le proteine 6) rispettare i tempi e gli orari: dopo aver consumato un pasto completo aspettare due o tre ore prima di allenarsi, dopo un pasto composto da un primo piatto e un frutto attendere un’ora e mezza o due e non praticare attività sportiva a tarda sera per non disturbare il sonno; 7) seguire la dieta mediterranea che soddisfa le linee guida perché è ricca di cereali, soprattutto integrali, frutta, verdura e olio extravergine di oliva.
Lucia Massarotti
