Ridurre gli sprechi alimentari è una cosa importante. Lo sappiamo, quasi, tutti. E probabilmente per questo, per la sua facilità di utilizzo e per quel piccolo effetto sorpresa che To Good To Go aggiunge all’acquisto, l’applicazione sta andando benissimo. “La nostra missione”, si legge sulla piattaforma, “è ispirare e dare potere a tutti di agire contro lo spreco alimentare”.

L’idea, nata in Danimarca e rapidamente esportata in tanti Paesi europei, è semplice: un’applicazione grazie alla quale visualizzare punti vendita e ristoranti che a fine giornata non hanno venduto tutto il cibo preparato e cucinato – prodotti freschi che non possono essere conservati o piatti pronti – scegliere cosa acquistare e in che fascia oraria e poi ritirare la propria “magic box”.
La scatola magica, che generalmente costa tra i 2 e i 6 euro, contiene prodotti di cui si conosce la tipologia (pane se si va da un panettiere), ma la cui composizione resta “misteriosa”. Questo tutela gli esercenti dallo sforzo di compilare inventari a fine giornata e gioca sul divertente effetto sorpresa all’apertura del pacchetto, spingendo anche a nuove esperienze d’assaggio.
È un classico esempio di iniziativa win-win, vantaggiosa per tutti: i commercianti riducono i rifiuti e i clienti provano prodotti ogni giorno diversi.
Abbasso lo spreco!
I waste warriors, così si sono autobattezzati gli imprenditori che stanno dietro all’app, scrivono: “Sappiamo che le abitudini sono difficili da cambiare ma noi siamo qui per questo! Fino a oggi siamo cresciuti alla velocità della luce e Too Good To Go rappresenta la più importante realtà di riduzione del surplus alimentare al mondo”.
In Italia l’iniziativa è stata introdotta da Eugenio Sapora, ingegnere aerospaziale torinese. Dopo aver lavorato nella multinazionale EDF (la maggiore azienda produttrice e distributrice di energia in Francia), con la finalità di ridurre i consumi energetici delle utenze industriali, nel 2015 fonda la start up L’Alveare che dice Sì!, una rete di gruppi di acquisto, figlia del movimento internazionale The Food Assembly, che ha l’obiettivo di promuovere la filiera corta.
Sull’onda di questa esperienza, nel febbraio 2019 Eugenio si propone ai dirigenti di Too Good To Go con l’intenzione di creare la rete italiana del progetto. Oggi è il General Manager Italia e gli dobbiamo molto, visti gli importanti risultati che l’app sta raggiungendo.
Marta Pietroboni
