Uno degli alimenti più rappresentativi della cucina pugliese ha conquistato palati in tutto il mondo grazie a semplicità e sapore autentico. In dialetto, le “piccole orecchie” sono una pasta fresca tipica di Bari e delle zone circostanti, la cui ricetta tradizionale prevede un impasto di semola di grano duro e acqua, lavorato a mano per ottenere la caratteristica forma concava. Il processo artigianale è essenziale per mantenerne il sapore e la consistenza; l’impasto, infatti, deve essere lavorato con pazienza e abilità, e la pasta deve essere modellata a mano per ottenere la tipica forma rotonda e incavata, un lavoro che richiede tempo e dedizione.

Tuttavia, dietro l’etichetta di “artigianali”, spesso si nasconde una realtà ben diversa, un fenomeno che sta prendendo piede soprattutto con l’esportazione delle tradizioni culinarie italiane. La questione riguarda la crescente diffusione di un articolo che in realtà è prodotto su scala industriale, non rispettando quei processi tradizionali e manuali che l’hanno reso celebre. È un fenomeno che ha ingannato molti consumatori.
La differenza principale tra orecchiette industriali e artigianali risiede nella preparazione: mentre la prima è fatta con macchinari e in tempi rapidi, la seconda prevede l’uso di mani esperte e di un impasto più curato. Le prime risultano più regolari nella forma, ma meno ricche di sapore e consistenza.
È proprio di questi giorni la notizia di una indagine per truffa avviata dalla Procura della Repubblica di Bari in merito a orecchiette industriali spacciate come artigianali, addirittura di alcune pastaie di Bari Vecchia, nella famosa strada Arco Basso, la cosiddetta “via delle orecchiette”, meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo.
La crescente produzione industriale minaccia le tradizioni gastronomiche pugliesi. Mira alla perfezione estetica, ma perde il valore e la diversità del prodotto fatto a mano, apprezzato anche per la forma imperfetta.
Le orecchiette di Bari sono un tesoro della cucina italiana, ma oggi è necessario fare attenzione alla dicitura “artigianale” che appare sulle confezioni, dietro cui spesso si cela un processo industriale che non ha nulla a che vedere con la tradizione.
Per continuare a gustare una pasta che rappresenta un simbolo culturale di Bari e della Puglia, è essenziale fare scelte consapevoli e sostenere quei produttori che, con passione e maestria, continuano a mantenere viva l’autenticità della cucina pugliese.
Daniela Mainini
www.centrostudigrandemilano.org
