Gli intenditori sono a conoscenza del fatto che ci sono vongole veraci di allevamento che hanno un costo e un gusto decisamente inferiori rispetto alle pregiate vongole veraci pescate, molto più care ma anche più saporite grazie a un superiore tasso di salinità del mare.
Ci sono poi le vongole comuni o lupini, di dimensioni ridotte, più economiche ma saporite, soprattutto povere di sabbia.

In commercio è tuttavia possibile reperire vongole filippine, originarie dell’Oceano Pacifico, di colore scuro e con un frutto più duro, spacciate per vongole veraci.
In Italia la legge impone che le vongole siano vendute vive, in confezioni retate integre e soprattutto munite del bollo sanitario CEE che ne specifica la varietà, il metodo di produzione, la provenienza e la data di confezionamento. Per capire se le vongole siano vive, è necessario osservare un guscio ben chiuso o lievemente schiuso.
Legata alle vongole è la nota diatriba tra Italia e Spagna riguardo il primato per la produzione europea, attualmente al vaglio del Parlamento Europeo, che dovrà decidere se confermare le regole emanate nel 2015, che proibiscono la pesca dei molluschi sotto i 25 millimetri di grandezza. L’irritazione spagnola deriva dal fatto che nel 2017 la UE, in deroga a quanto previsto, ha permesso, sino al 2020, solo all’Italia la pesca di vongole da 22 mm, poiché tale è la loro dimensione naturale nel mar Adriatico, zona di maggior importanza nazionale per l’allevamento e la pesca. La battaglia è importante perché, se la deroga concessa fosse revocata, il danno per le imprese presenti in Adriatico, che contano all’incirca 1600 addetti, sarebbe enorme.
Sono varie le violazioni e i reati legati alla pesca delle vongole: dal bracconaggio ittico alla pesca in periodi vietati, dalla falsa indicazione del quantitativo pescato alla violazione degli obblighi di tracciabilità o luogo di cattura, per non parlare dei casi di molluschi in cattivo stato di conservazione o pescati in zone inquinate dove vige il divieto assoluto di pesca, con dannose conseguenze per la salute pubblica se posti in commercio. Non rispettare le regole vigenti significa non permettere la sopravvivenza del prezioso frutto marino, di vitale importanza per il settore produttivo di riferimento, e arrecare seri danni ambientali. Fortunatamente le Forze dell’Ordine Italiane preposte svolgono ogni giorno un’encomiabile attività di prevenzione e controllo del territorio a tutela dell’ambiente e del cittadino.
Daniela Mainini
