Il vino sostenibile italiano è una vera esclamazione, VIVA! In Expo il vino sostenibile VIVA è rimasto in esposizione permanente per 6 mesi. Un vero manifesto della sostenibilità, per di più eccellente al palato, al naso, alle orecchie e… ai nostri neuroni. Oggi il vino è un modello di riferimento concreto per la comprensione del significato di sostenibilità. Proprio di ritorno da una visita in California mi sono reso conto che se ne stanno accorgendo anche i colleghi d’oltralpe che di solito riducono la sostenibilità al rispetto di norme cogenti, mentre in Italia si crea e ci s’impegna con l’occhio al futuro.

A partire dal Duemila abbiamo iniziato concretamente a misurare la sostenibilità nel vino nell’evoluzione culturale oltre che colturale (bello il gioco di parole!) che lo caratterizza in modo innovativo rispetto alle produzioni biologiche, biodinamiche, vini liberi, naturali e dai protocolli di produzione etica (pensate ai gruppi di acquisto solidale, per esempio). Questi ultimi applicano i principi di sostenibilità solo all’impatto ambientale, alla salute del consumatore, alla biodiversità (talvolta questi processi produttivi vengono certificati da enti terzi). È dal 2010, invece, che i ricercatori e gli enti di certificazione iniziano concretamente a misurare la sostenibilità nel vino attraverso indicatori (i cosiddetti footprints) applicati al ciclo di vita dei prodotti (si chiama LCA, Life Cycle Assessment) e che in Italia il Ministero dell’Ambiente apre una campagna di diffusione. Si è sostenibili se riusciamo a misurare gli effetti delle nostre azioni, se queste sono trasparenti e tracciabili per il consumatore. Se si produce “eco”, se si migliora il paesaggio e la qualità delle risorse, si produce anche benessere sociale ed ecologico. E così nasce il vino sostenibile italiano, il vino VIVA che ancora una volta contraddistingue l’Italia per la qualità dei suoi prodotti e la sua innovazione tecnologica e culturale.
VIVA in 10 punti
È un programma:
- volontario, che attraverso 4 indicatori, scientificamente riconosciuti (Territorio, Aria, Vigneto, Acqua), analizza e migliora le prestazioni di sostenibilità della filiera vite-vino;
- governativo, promosso dal Ministero dell’Ambiente e verificato da parte terza indipendente;
- che misura la sostenibilità di azienda, processo e prodotto;
- aggiornato scientificamente;
- per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e del paesaggio;
- per la valorizzazione degli aspetti sociali ed economici della produzione del vino;
- che garantisce una comunicazione trasparente attraverso una specifica etichetta;
- d’informazione per la produzione vini di qualità;
- di educazione e formazione per nuove professionalità;
- che promuove la cultura della sostenibilità locale, nazionale e internazionale.
Partecipa al programma. L’adesione è gratuita. Consulta il sito www.viticolturasostenibile.org
Guarda anche vimeo.com/131407656
Ettore Capri
