VITAE

Una vigna urbana, degli orti, una lunga passeggiata verde, ma anche edifici avveniristici che ospiteranno uffici e un centro di ricerca: il progetto di rigenerazione urbana del gruppo immobiliare Covivio firmato da CRA – Carlo Ratti Associati racchiude tutto questo. Da anni le nostre città ricercano la naturalità, accogliendo tetti e pareti verdi, orti, attività agricole. Questa tensione verso il mondo organico non è una novità. La “progettazione biofilica” – così battezzata dagli anni Novanta perché si ispira alla natura e ne ospita elementi – non è infatti una stravaganza dei nostri tempi, ma ha una tradizione millenaria; si pensi alla presenza di rappresentazioni naturali nell’ambiente antropico primitivo.

 

 

 

 

Ai desiderata di Milano prova a rispondere Vitae, uno dei cinque progetti premiati da Reinventing Cities, il bando internazionale promosso da C40, il network delle metropoli che si battono contro il cambiamento climatico. Dicono da Covivio S.A. che Vitae ha l’obiettivo di offrire alla collettività urbana un paesaggio disegnato, allo stesso tempo, da architettura, agricoltura e natura.

 

 

Descriveteci il progetto.

 

Realizzeremo in via Serio una piazza, un edificio – che ospiterà un ristorante green, degli uffici high-tech e, ai piani superiori, spazi e attrezzature per il centro di ricerca molecolare e oncologico IFOM –, una passeggiata verde, a forma di spirale, che porterà dalla piazza alle coperture dell’edificio citato.

 

Sarà un percorso botanico-enologico caratterizzato da prati fioriti, bordure miste di erbacee perenni, aree arborate, frutteti e fasce arbustive miste, ricco di specie botaniche native e mellifere, utili allo sviluppo della biodiversità e al mantenimento nell’area di esemplari impollinatori quali api, uccelli e pipistrelli e, cosa unica, da vitigni di uva Freisa, coltivata con metodo bio. Inoltre, la partnership con Château Les Carmes Haut-Brion aprirà la porta a esperienze vinicole internazionali e alla creazione di appositi eventi per la diffusione della cultura vinicola.

 

 

Chi potrà goderne? Possiamo immaginare Vitae come un’evoluzione degli orti urbani?

 

Sì. Vitae sarà un nuovo punto di incontro, che coinvolgerà in vari modi l’intera comunità in attività legate all’educazione alimentare, alla valorizzazione dell’agricoltura locale, alla sostenibilità ambientale o alla promozione socioculturale. Saranno tutti invitati a eventi come la vendemmia. Uno spazio per la coltura idroponica di erbe aromatiche offrirà la possibilità agli abitanti del quartiere di scoprire sistemi sperimentali di coltivazione. Le terrazze verdi ospiteranno orti condivisi.

 

 

Ho letto che il modello di Vitae sono le certose, in che senso?

 

Le certose e le abbazie, storicamente, fornivano nutrimento alla comunità di riferimento; sia nel senso di cibo – nutrimento per il corpo – che nel senso di conoscenza – nutrimento per lo spirito. Vitae, che sorge in una porzione della città fortemente connotata dalla presenza dell’Abbazia di Chiaravalle, immagina di rievocare quel modello di relazione edificio-contesto, ovviamente introducendo servizi e proposte innovative: accoglierà spazi dedicati alla ricerca scientifica, e i luoghi di produzione del cibo saranno caratterizzati dall’attenzione alla sostenibilità.

 

 

 

 

Da questo punto di vista quali sono le novità che il progetto propone?

 

A livello ambientale, un’intuizione interessante è stata quella d’introdurre un sistema geotermico a circuito aperto (open loop) che utilizza il pompaggio dell’acqua di falda, dato che il progetto si sviluppa vicino a una roggia.

 

A livello architettonico, l’innovativo sistema tecnologico applicato alla facciata, che permetterà all’involucro esterno di avere il ruolo di filtro intelligente, capace di garantire le più corrette quantità di ombreggiatura e illuminazione agli ambienti interni, in base alla loro esposizione; e la progettazione particolare dei piani più alti dell’immobile. Questi, in categoria NZEB – acronimo di Nearly Zero Energy Building, un edificio il cui consumo energetico è prossimo allo zero – saranno realizzati interamente in legno, con l’obiettivo di ridurre il consumo energetico, mantenendo al contempo il comfort termico.

 

 

Ma non vi siete occupati solo di sostenibilità architettonica o ambientale…

 

Anche le azioni inclusive sono comprese nel sistema di sostenibilità che sta alla base del progetto. Viene considerata come elemento fondante la sostenibilità sociale. Pensiamo che il progetto Vitae svolgerà un ruolo importante nello sviluppo dell’area, anche da un punto di vista relazionale, culturale e scientifico.

 

L’obiettivo è trasferire conoscenze e idee innovative al quartiere e alla città, assumendo il ruolo di terreno di applicazione e sperimentazione, in primis delle soluzioni proposte dai tanti partner tecnici del progetto. Con questa intenzione e filosofia abbiamo stabilito una partnership con Via Libera Cooperativa Sociale Onlus, inserendo persone con disabilità nell’attività vitivinicola, di cura degli orti e del verde, in coordinamento con Cia (Confederazione italiana agricoltori) e Agrivis (cooperativa agricola sociale).

 

Marta Pietroboni

marta.pietroboni@cibiexpo.it