IL VINO

È vero che “fa buon sangue”? L’idea che il vino rosso faccia buon sangue è una di quelle perle di saggezza popolare che nessuno si sognerebbe di mettere in discussione. Ed è bello crederci…

 

 

Sarà per il suo colore, o per il portato simbolico religioso che lo assimila al sangue di Cristo, o perché è buono e mette allegria, sarà infine perché è uno dei capisaldi della nostra economia alimentare; ma la verità scientifica ci dice altro. E serve a poco appellarsi al famoso “paradosso francese” secondo cui i cugini d’oltralpe, pur essendo grandi consumatori di formaggi e di burro, sarebbero meno soggetti a malattie cardiovascolari perché grandi bevitori di vino rosso. Nel vino (in particolare in quello rosso) si è riscontrata effettivamente la presenza di una sostanza, il resveratrolo, che possiede proprietà antiossidanti e che per questo, secondo alcune ricerche di laboratorio, sarebbe capace di contrastare l’ossidazione del colesterolo e la formazione delle placche aterosclerotiche.  Il resveratrolo è più abbondante nel rosso perché si ritrova soprattutto nella buccia dell’uva nera, dalla quale passa nel vino durante la fermentazione (che, nel caso in questione, avviene per l’appunto in presenza delle bucce), ma la circostanza che contenga un composto favorevole alla salute non può far passare in secondo piano il fatto che nel vino ci sia comunque una grande quantità di alcol, fortemente tossico per l’organismo. Non per nulla l’AIRC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha inserito l’alcol etilico nel primo gruppo, quello delle sostanze sicuramente cancerogene, senza dimenticare poi i danni che può produrre a fegato, pancreas, cervello, e anche alle ossa perché favorisce l’osteoporosi. Certo, molto dipende dalla quantità, ma occorre essere chiari: non esiste una dose che renda il vino “benefico” per il nostro organismo (a parte il piacere del gusto e il buonumore che può regalarci); al massimo si può parlare di una quantità “tollerabile”, cioè che si può assumere senza grossi rischi. A quanto corrisponde?  A un paio di calici (da 100-125 ml) al giorno per l’uomo e a un calice per la donna. E il resveratrolo? Non conta proprio nulla? Purtroppo no, per il semplice fatto che, per introdurne le dosi che si sono dimostrate attive sperimentalmente, si dovrebbe bere circa una ventina di litri di vino al giorno.  Decisamente troppo, a dimostrazione che il vino va consumato perché piace e non perché fa bene, consapevoli che la moderazione è d’obbligo e che mai come in questo caso vale la regola del “poco ma buono”.

Giorgio Donegani

www.giorgiodonegani.it

 

 

 

 

 

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