UNA PELLICOLA SOTTILISSIMA

Incorporata all’interno del vetro delle finestre, questa membrana è in grado di respingere o meno il calore a seconda della temperatura esterna.

La tecnologia si evolve rapidamente, con ritmi a volte così veloci, così imprevedibili, così capaci di travolgerci in uno spazio-tempo dove è difficile distinguere il reale dal surreale. Anche se talvolta criticata e contestata, in realtà svolge un ruolo predominante nella società attuale diffondendosi in ogni aspetto del quotidiano – dal lavoro ai rapporti sociali, dalla comunicazione all’informazione –, permettendoci di essere sempre connessi con il mondo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

 

 

 

Oggi è quasi impossibile immaginare la nostra vita senza un’applicazione su uno smartphone in grado di aiutarci nelle nostre grandi e piccole sfide giornaliere. Esistono forti sinergie tra tecnologie e innovazione, tecnologie e salute, tecnologie e ambiente. Ad esempio, le tecnologie ambientali, e nello specifico quelle green, contribuiscono a incrementare l’utilizzo delle risorse in un modo sempre più sostenibile.

Ridurre le emissioni di sostanze inquinanti, e in particolare quelle dell’anidride carbonica, sembra essere, ormai, la grande sfida del nostro tempo.

Tantissime sono le aziende che cercano di raggiungere questo traguardo e, in realtà, alcune sembrano averlo già raggiunto. È il caso di Yparex, la compagnia olandese per la produzione e lavorazione di materie plastiche, che, in collaborazione con un centro di ricerca, il Brightlands Materials Center, e un istituto di innovazione congiunto, il TNO (Organizzazione olandese per la ricerca scientifica applicata), ha brevettato una pellicola sottilissima che, incorporata in maniera del tutto invisibile all’interno del vetro delle finestre, è in grado di respingere il calore durante i mesi estivi e di lasciarlo attraversare durante i mesi invernali.

Il vantaggio che ne deriva è piuttosto intuitivo: un notevole risparmio in termini di costi energetici all’anno e una diminuzione delle emissioni del primo gas serra (CO2).

La capacità isolante della pellicola permette, in estate, di limitare l’utilizzo dell’aria condizionata, poiché in grado di fornire protezione dai raggi UV e dal calore. Durante l’inverno, invece, aiuta considerevolmente a conservarlo, sfavorendone la dispersione, e permettendo, così, di ridimensionare l’utilizzo del riscaldamento.

Ciò è reso possibile grazie a un pigmento speciale capace di bloccare o lasciar passare il calore quando viene raggiunta una predefinita temperatura. Inoltre, cambiando la composizione del pigmento, è possibile adattare la pellicola a diverse condizioni climatiche e ambientali.

Secondo le ultime stime effettuate, attraverso questa tecnologia è possibile raggiungere un risparmio energetico di  20 euro per metro quadro di vetro, secondo le tariffe olandesi.

La visibilità non è compromessa, e questo è sicuramente un altro fattore positivo da prendere in considerazione.

A rendere il tutto ancora più vantaggioso è il fatto che la pellicola è di facile applicazione, il processo è automatico e non va incontro a usura.

Questo è un chiaro esempio di come la tecnologia può apportare un contributo utile non solo dal punto di vista economico ma anche ambientale.

Come accennato in precedenza, l’utilizzo della pellicola è in grado di limitare considerevolmente le emissioni di anidride carbonica poiché ridimensiona il consumo energetico connesso all’utilizzo dei sistemi di condizionamento.

Il cambiamento climatico, causato principalmente dall’attività antropica, è un problema attuale, i cui effetti sono chiaramente visibili. Il pianeta è andato ormai incontro a un processo di surriscaldamento: le estati sono sempre più lunghe e più calde, e in futuro tenderanno a esserlo ancora di più.

Purtroppo, le frequenti e sempre più estenuanti ondate di calore che ci colpiscono non fanno altro che aumentare la necessità di climatizzare l’aria in casa, in ufficio, in auto.

Ma raffreddare l’ambiente comporta l’utilizzo di tantissima energia, la maggior parte della quale deriva dai combustibili fossili, risorse naturali di origine organica il cui uso massivo incide negativamente e pesantemente sull’inquinamento atmosferico.

L’aumento della produzione di energia è direttamente proporzionale a quello delle emissioni di anidride carbonica, uno delle principali responsabili del surriscaldamento globale.

Così, come nel classico esempio del gatto che si morde la coda, più la nostra richiesta di “aria fresca”  aumenta, più il nostro pianeta si riscalda seguendo un circolo vizioso che va assolutamente fermato.

È ovvio che trovare strategie alternative al cosiddetto “paradosso del condizionatore” è un atto dovuto.

È ovvio altresì che è importante puntare i riflettori su tutte quelle soluzioni alternative, come la pellicola termica, in grado di proiettarci in un futuro più ecosostenibile.

Non c’è così tanto tempo… Abbiamo la necessità di agire in fretta per preservare ciò che di buono oggi c’è e domani ci sarà. Tutelare l’ambiente significa tutelare noi stessi, poiché da esso noi siamo imprescindibili.

“Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena di lottare.” Parole di Ernest Hemingway.

 

Marina Greco

marina.greco83@hotmail.com

 

 

 

 

 

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