THE LANGHE SUPPER, UN PASTO DIVENTA ARTE

Dodici pasti da 2 ore, 24 ore in tutto, ogni volta per dodici protagonisti e un cerimoniere, in presa diretta, in una lunga tavolata conviviale; per gustare i prodotti del territorio, nella cornice di un vigneto con lo sfondo delle colline di Langhe Roero e Monferrato, patrimonio dell’Unesco, in occasione dell’89esima Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. La lamellata di tartufo è stata d’obbligo per i tre piatti proposti – antipasto, primo e secondo – oltre al dolce. Parliamo della Penultima Cena – The Langhe Supper, iniziativa di Anotherview, progetto di Marco Tabasso, Tatiana Uzlova e Robert Andriessen.

 

 

 

 

“La vista di cui godiamo dalla finestra è uno degli elementi più importanti di ogni casa, influenza la nostra percezione del mondo esterno”. È l’idea-base di Anotherview, progetto nato a cavallo tra arte e interior design: una collezione di “finestre nomadi digitali”, ognuna delle quali racconta un giorno della vita di un luogo diverso del mondo, con vista integrale di 24 ore e con sonoro originale. In contrasto con la nostra realtà in rapido movimento, Anotherview invita lo spettatore a fare un profondo respiro e godersi lo scorrere del tempo con le migliaia di piccole storie di vita che accadono durante le 24 ore, per avere una percezione diversa del tempo e dello spazio dalla prospettiva della propria casa. Ogni panoramica viene poi installata all’interno di una finestra che riproduce le sembianze di quella da cui la vista è stata registrata. Averne una su una parete dà una breve sensazione estraniante, ma allo stesso tempo attualizza il passato.

 

Hanno preso parte alla Penultima Cena ospiti del mondo artistico, della cultura e dell’enogastronomia che si sono susseguiti assieme a personaggi tipici della tradizione piemontese, come i cercatori di tartufo, i membri della confraternita della Nocciola delle Langhe, ma anche chef stellati come Davide Oldani, il quale ha presentato “XFETTA”, strumento innovativo per lamellare il tartufo, Maurilio Garola (1 stella Michelin) e gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani del ristorante Il Luogo di Aimo e Nadia (2 stelle Michelin). Un calendario fitto di appuntamenti per conoscere da vicino, annusare, toccare e assaggiare gli elementi della cultura piemontese attraverso degustazioni, esperienze sensoriali e laboratori. Nulla di più adeguato alle finalità della 89esima Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba che quest’anno celebrava l’equilibrio perfetto che unisce la tradizione e l’innovazione.

 

 

Un tavolo d’artista e le finestre virtuali

 

Il tavolo di legno su cui sono stati portati i piatti è un’opera d’arte, costruita direttamente tra le vigne dall’artista e architetto italo-svedese Duilio Forte. Laureato in architettura presso il Politecnico di Milano, ha fondato nel 1998 AtelierFORTE. Il suo lavoro si ispira ad animali immaginari, estinti e alla mitologia scandinava attraverso la regola ArkiZoic, da lui stesso inventata e articolata in sette punti tra i quali citiamo: metti l’anima nelle tue opere; usa la matematica e la geometria della natura; dai spazio al caso, all’errore e al non finito; usa i materiali e le forme della tradizione.

 

 

 

 

Le finestre con vista di Anotherview sono già state esposte in importanti fiere internazionali come Jingart a Pechino, Art Basel/DesignMiami a Basilea e a Miami, Salone del Mobile a Milano e PAD a Londra. Ogni finestra può essere controllata tramite un’esclusiva applicazione, progettata da Anotherview Collective e associata a un codice segreto riservato a ogni cliente. L’applicazione consente di cambiare l’orario nel corso delle 24 ore del giorno registrato oppure di scegliere d’avere lo stesso orario di dove ci troviamo.

 

Curatrice di questa Penultima Cena e altre storie è Sabrina Zannier, giornalista e critico nel campo dell’arte contemporanea. Da gennaio sarà pronto il girato del 13 ottobre, che vedrà i 12 pasti per 13 persone ogni 2 ore.

Da questa idea di preservare e archiviare luoghi che potrebbero, a causa di cambiamenti climatici, andare persi nasce il progetto “Once we were there” (Una volta eravamo là), una collezione di viste registrate da abitazioni esistenti che si affacciano su questi panorami che chissà se vedranno il nuovo secolo.

 

Giovanni Romano

romanogiovanni.95@gmail.com