L’Ambasciata Svizzera di Roma ha recentemente organizzato un incontro nel corso del quale sono state messe a confronto le realtà che oggi animano il tessuto imprenditoriale elvetico.
Si tratta di grandi multinazionali, di poli d’innovazione, startup e centri di ricerca. Docenti, imprenditori e giornalisti hanno avuto l’opportunità di scoprire l’ecosistema del food tech svizzero attraverso visite ai poli all’avanguardia come il Knorri Park di Thayngen.

Tutto è partito dal fatto che la Svizzera si sta affermando come uno dei sistemi più floridi nel panorama mondiale per quanto riguarda l’applicazione alla produzione, conservazione, distribuzione, consumo e sicurezza degli alimenti, delle tecnologie maggiormente avanzate della data science (scienza dei dati), disciplina multidisciplinare che combina matematica, statistica, informatica e intelligenza artificiale.
Il punto di partenza del dibattito è stata la necessità di provare a dare una risposta alla domanda: l’assenza di un’eredità enogastronomica può rappresentare uno dei fattori abilitanti alla nascita e al consolidamento di un ecosistema food-tech di eccellenza?
Una prima risposta sembra legata all’esistenza di centri di ricerca avanzati, grazie ai quali la Confederazione Elvetica si sta facendo strada nel settore. Primo fra tutti l’ETH di Zurigo, il Politecnico Federale, considerato tra i migliori centri al mondo nel suo campo. Qui è stato possibile visitare i laboratori attrezzati per la coltivazione di micro alghe, vedere i sistemi che utilizzano la tecnologia per l’estrazione di isolati (estratti concentrati di proteine) dai legumi e gli impianti pilota per l’estrusione (processo industriale che consiste nello spingere un materiale attraverso una matrice o uno stampo per ottenere un frutto a sezione costante, ndr) di prodotti cosiddetti “plant based”.
Nel corso di questa visita è intervenuta Christina Senn Jakobsen, CEO di Swiss Food&, Nutrition Valley – organizzazione con sede a Losanna, partner, tra gli altri, di Nestlé e Buehler – che ha raccontato come la collaborazione tra i due enti stia portando il polo d’innovazione svizzero a porsi come punto di riferimento di quello che viene chiamato il Foodtech Made In Switzerland.
Ed è il progetto pilota del Politecnico di Zurigo che può essere definito come il cuore di una delle aziende più promettenti del panorama, la Planted. Durante la visita al sito di Kemptal è stato possibile ripercorrere tutto il cammino fatto dalla startup e essere informati sugli obiettivi futuri, tenendo lo sguardo soprattutto sull’impianto di produzione tramite estrusione che è il fiore all’occhiello di questa realtà imprenditoriale. Qui è intervenuto Ralph Langolz, responsabile per le proteine alternative Elsa Group, uno dei principali gruppi industriali nel settore lattiero-caseario elvetico e parte di Migros Group. Un esempio tangibile dell’impegno dell’azienda svizzera nel campo delle proteine alternative è anche l’investimento nell’israeliana Super Meat, attiva nel settore “cell based”, ossia della cosiddetta carne coltivata.
E ancora, Migros figura essere parte di The Cultured Hub, interamente dedicato all’agricoltura cellulare. Frutto della collaborazione tra il retailer svizzero Givaudan e Buhler Group, è la sintesi perfetta tra uno stabilimento di biotecnologie e una piattaforma di “scale up”, ovvero quelle imprese che non sono più da considerarsi startup in quanto pronte per una crescita esponenziale, che mira a rivoluzionare il settore delle proteine alternative, accelerando lo sviluppo e la commercializzazione dei prodotti derivati dall’agricoltura cellulare.
Altra tappa del viaggio è stata Lugano, presso il Tecnopolo Ticino, dove è stata presentata xFarm Technologies, che ha valide collaborazioni con aziende del nostro Paese. Nel corso della visita ha preso la parola il cofondatore e CTO (Chief Technology Officer, o Direttore Tecnologico) Martino Poretti che ha posto l’attenzione sull’aiuto che le soluzioni sviluppate in Svizzera danno alla filiera agroalimentare italiana sul piano della sostenibilità e della ricerca di una sempre maggiore efficienza.
Un’altra sorpresa viene dal Canton Sciaffusa, che racconta una storia industriale iniziata nel XIX secolo, oggi in rinnovamento grazie anche alle politiche di attrazione per le imprese, a un’attenzione costante per la transizione verde, a una fiscalità particolarmente competitiva, senza dimenticare la qualità elevata della vita degli abitanti. È il caso emblematico di come la Svizzera riesca a unire radici industriali e innovazione tecnologica, trasformando le proprie dimensioni contenute in un vantaggio competitivo fatto di una stretta rete tra istituzioni, imprese e centri di ricerca. A partire dal 2025, con l’apertura ufficiale del Food Hub di Unilever Svizzera, un’area di 12.000 metri quadrati verrà messa a disposizione di aziende alimentari esterne che potranno accedere alle infrastrutture esistenti, avvalendosi delle competenze tecniche e della rete tecnologica di Unilever.
Il cuore di tutto ciò è senza dubbio il citato Knorri Park, a Thayngen, area che ospita il centro produttivo Knorr- Unilever, dove il passato industriale si unisce a un futuro aperto al progresso.
Lucia Massarotti
