SEDANO: NON SOLO PER IL SOFFRITTO

Appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, è una pianta biennale, della quale si possono utilizzare i gambi, le foglie, i semi e in un caso anche le radici. Il suo succo ha buoni effetti sull’insonnia, l’artrite, i malanni stagionali e la digestione lenta. È anche cicatrizzante. La più conosciuta delle varietà è quella del Sedano da coste, detto anche Sedano “dulce”, ma esistono anche è il Sedano Rapa e il Sedano Rosso, ortaggi da non sottovalutare.

 

 

Varietà

Sedano da coste (Apium graveolens var. dulce)

 

È il più comune, viene venduto in ogni stagione. È usato principalmente per soffritti e brodi vegetali per la spiccata aromaticità, soprattutto delle sue foglie.

  • Il Sedano Bianco si ottiene da una particolare coltivazione del sedano verde: fatto crescere al riparo da fonti di luce, assume una colorazione bianca e il sapore è più dolce. Questo lo rende più adatto all’utilizzo nei pinzimoni e in generale nelle preparazioni a crudo.

 

Sedano Rapa (Apium graveolens var. rapaceum)

 

Largamente impiegato nella cucina nordeuropea, è omai conosciuto e utilizzato anche in Italia. È venduto ovunque, è un prodotto autunnale e invernale. L’aspetto non è dei migliori, simile a una palla biancastra e bitorzoluta.  Se ne utilizza solo la radice e non gli steli. È ottimo cotto al vapore, bollito o gratinato, ma anche a crudo in insalata.

 

Sedano Rosso

 

Il Sedano Rosso di Orbassano (TO) è il diretto discendente del Sedano di Tours, importato dalla Francia in Piemonte nel Seicento. Le coste alla base sono di colore rosso-violetto. Al gusto risulta leggermente ammandorlato ed è molto versatile in cucina. Oggi è anche un Presidio Slow Food.

 

Sedanina d’acqua (Apium nodiflorum)

 

Conosciuta anche come ‘crescione’, è una pianta acquatica. Viene raccolta d’estate ed è coltivata per le sue foglie. Il gambo non si mangia.

 

Come sceglierlo

 

Deve essere turgido, privo di macchie e con le foglie fresche. Meglio evitare quello impacchettato, che non permette di testarne la consistenza. Se potete, prendetelo intero, non a pezzi. Sarà più facile conservarlo. Mettetelo in frigorifero nel ripiano meno freddo e consumatelo entro 5 giorni dall’acquisto.

Chiara Porati