IL RITO DEL SABRAGE

La sciabolatura, in francese sabrage, è una cerimonia antica che ancora affascina e richiama attenzione.

Sarà che i gesti eclatanti hanno un qualcosa di liberatorio e che in questi ultimi 2 anni – pieni di costrizioni – tutti abbiamo cercato dei momenti d’evasione. Sarà che le tradizioni antiche, le armi e le spade fanno parte del bagaglio fiabesco, almeno in Italia, con cui cresciamo o, semplicemente, che la sciabolatura è una cosa divertente: fatto sta che il Sabrage non è mai stato così di moda come ora.

 

 

Ma di che cosa si tratta? Dell’arte di stappare le bottiglie di champagne – la tradizione vuole così, ma la tecnica può essere utilizzata anche per aprire bottiglie di prosecco o di spumante, insomma di qualsiasi vino ricco di anidride carbonica – con un colpo secco e ben posizionato di sciabola. Non c’è nessun dubbio: piuttosto che aprire lentamente la gabbietta del tappo con dita magari inesperte, cercando di tenerlo con forza per non trasformarlo in proiettile; e poi la schiuma che esonda… è molto più affascinante vedere una spada che scivola sicura, dal basso in alto, lungo il corpo di una bottiglia (seguendone il filo), colpisce il labbro del collo, stacca di netto il collare (o labbro) e lancia quest’ultimo e il tappo a metri di distanza, grazie alla forza del gas contenuto nel vino.

Non lo avete mai fatto? Non vi preoccupate, in Italia c’è un’Accademia anche per questo, perché l’arte noi amiamo insegnarla e impararla bene. Si chiama Sabrage Academy ed è nata di recente grazie all’idea di Francesca Negri, giornalista e “wine tutor”. È l’unica in Europa e vi diplomerà Sabreur, spiegandovi storia e tecnica di questo gesto leggendario “da conoscere e praticare con cautela, eleganza, rispetto e felicità” come si legge nel sito dell’Accademia, consegnandovi un attestato e regalandovi una bellissima sciabola.

Perché il nome è francese? Furono gli ussari, la cavalleria leggera dell’esercito napoleonico, in occasione delle tante vittorie belliche post Rivoluzione francese, ad avere l’idea, pratica e scenografica, di stappare le bottiglie di champagne con la sciabola. Era infatti la loro spada di ordinanza e, quindi, uno strumento sempre a portata di mano.

A chi volesse cimentarsi da solo diamo un’unica indicazione ma importantissima: il labbro del collo della bottiglia va colpito con il dorso della sciabola. Nessun cavaliere avrebbe infatti rischiato di rovinare la lama della sua spada per aprire una bottiglia di spumante. E così si continua a fare!

Marta Pietroboni

marta.pietroboni@cibiexpo.it

 

 

 

 

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