Da quasi vent’anni rappresenta un’eccellenza nel panorama agroalimentare nazionale: è l’unico in Italia a vantare la Denominazione di Origine Protetta europea. Coltivato tra le province di Biella e Vercelli, nasce in un’area pedemontana rivolta verso il Monte Rosa che si estende per 44 mila ettari. Circa la metà è destinata alla coltivazione del riso.

È un territorio speciale dal punto di vista ambientale: suoli di origine glaciale, acque pure, clima aerato e fresco, con frequenti inversioni termiche, favorite dall’ingresso dei venti che discendono dai monti. Le caratteristiche morfologiche del terreno, e il particolare sistema di irrigazione, con la raccolta delle acque provenienti da Alpi e Prealpi incanalate direttamente verso i campi, destarono l’interesse della Comunità Europea per il territorio, posizionato nella massima latitudine nord in cui è ancora possibile la risicoltura. Queste condizioni climatiche rendono più rapida la formazione dei chicchi durante la maturazione, conferendo loro una dimensione inferiore e una minore produttività, ma un’ottima consistenza, con un evidente miglioramento della qualità del riso.
La certificazione DOP garantisce che ogni fase produttiva, dalla coltivazione alla lavorazione, avvenga all’interno dell’area di origine, secondo un disciplinare rigoroso e controllato.
Nel 2007, fu approvata la Denominazione di Origine Protetta per il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese. Lo stesso anno venne riconosciuto, con apposito decreto del Mipaaf, il Consorzio di Tutela della DOP “Riso di Baraggia Biellese e Vercellese”, con l’incarico di svolgere le funzioni di vigilanza, promozione e valorizzazione del primo e unico, per qualità e caratteristiche organolettiche, riso DOP italiano.
In un mercato orientato ai grandi volumi, con un’offerta sempre più ampia, il Riso di Baraggia DOP punta su un modello opposto: produrre meno ma meglio, con rese controllate, filiera tracciabile e attenzione agronomica finalizzata alla qualità finale del prodotto. Il risultato è un riso particolarmente apprezzato dall’alta ristorazione grazie a chicchi più consistenti e resistenti alla cottura, con elevata capacità di assorbimento dei sapori. Oltre alle qualità gastronomiche, il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP si distingue anche per caratteristiche nutrizionali rilevanti: elevata digeribilità, naturale assenza di glutine, buon equilibrio tra amido e proteine, rilascio graduale di energia grazie alla struttura del chicco, elevata tenuta in cottura che preserva le proprietà organolettiche, un equilibrio nutrizionale che lo rende adatto a un’alimentazione moderna e consapevole.
La redazione
Il Riso di Baraggia
È protagonista dell’evento Riso d’Autore, ospitato al Castello di Buronzo e promosso dal Consorzio di Tutela del Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP. L’iniziativa, realizzata nell’ambito dello Sviluppo Rurale Piemonte 2023–2027, riunisce istituzioni, studiosi del settore risicolo e professionisti della ristorazione, per raccontare un prodotto agricolo di nicchia.
Le varietà di riso DOP
I risi DOP da risotto sono: Carnaroli, dal chicco grande e perlato, considerato il principe dei risotti; Arborio, uno dei più conosciuti al mondo, nato nel 1946 proprio ad Arborio, il cui valore aggiunto è l’autenticità della varietà; Baldo, unico riso italiano da risotto cristallino, ovvero senza perla; S. Andrea, fiore all’occhiello della Baraggia, che prende il nome dalla storica Abbazia di Vercelli, dove è utilizzato per la preparazione del piatto tipico locale, la panissa.
