REDEFINE MEAT

Siamo quello che mangiamo! Il cibo che scegliamo di ingerire ogni giorno influisce notevolmente sul nostro benessere sia fisico sia mentale.

Esiste una rapporto molto stretto tra alimentazione e salute, cosicché una dieta equilibrata e consapevole può influire positivamente sulla qualità e la durata della vita.

 

dal Web

 

 

Ragionando in una maniera più ampia, potremmo considerare questo rapporto come un sistema costituito da interrelazione ed equilibri, nel quale entra a far parte anche l’ambiente che ci circonda. Una dieta consapevole, oltre a ridurre il rischio di malattie croniche come obesità e diabete, ha infatti un impatto positivo sulla salute del pianeta.

La scienza ha ampiamente dimostrato che alcune abitudini alimentari, come ad esempio il consumo di carne, hanno un ingente costo ambientale. Basti pensare all’elevato consumo di acqua, alle emissioni dei gas serra, alla deforestazione, alla perdita di biodiversità.

Nonostante queste siano certezze  e non solo considerazioni, negli ultimi decenni si è verificato un sostanziale aumento del consumo di carne a livello globale.

La tendenza, dettata soprattutto dall’aumento della popolazione mondiale e dall’incremento del reddito medio pro capite, è in contrasto con un altro modello alimentare, anch’esso di grande interesse, che prevede maggior consumo di prodotti a base vegetale al fine di promuovere la salute individuale e ridurre danni ambientali sia su grande che su piccola scala. Agli allevamenti intensivi si contrappongono nuove realtà industriali che promuovono la produzione e il consumo di beni provenienti da fonti sostenibili.

È il caso di Redefine Meat, un’azienda leader israeliana che crea prodotti molto simili alla carne in termini di aspetto, sapore e consistenza utilizzando ingredienti a base vegetale. Tutto questo avvalendosi della tecnologia  delle stampanti 3D.

L’idea di Redefine Meat è chiara, innovativa, a mio parere geniale, e si basa sull’utilizzo di una combinazione di proteine derivanti da fonti vegetali quali piselli, fagioli, soia, riso, lavorati insieme a fibre, amidi, oli e aromi naturali, al fine di ottenere un alimento gustoso, equilibrato dal punto di vista nutrizionale e sostenibile da quello ambientale.

La stampante 3D è programmata per depositare i vari ingredienti secondo uno schema e un ordine prestabilito, in modo da creare, di volta in volta,  un hamburger, un filetto o qualsiasi altro alimento desiderato.

Ogni fase di produzione è altamente controllata; l’obiettivo è che il risultato finale abbia caratteristiche organolettiche molto simili rispetto all’originale, non quello di creare un articolo adatto alla dieta vegetariana o vegana, ma piuttosto di far avvicinare le persone che seguono un regime onnivoro a uno alimentare più sostenibile.

La “carne non carne” è in grado di replicate la struttura tipica di quella bovina, con fasci di fibre rosse e bianche a simulare muscoli e  venature di grasso.

Anche il processo di cottura è simile a quello tradizionale: sulla griglia, in padella, al forno o su piastra.

L’unica nota dolente, a oggi, sembra essere rappresentata dal prezzo, più elevato rispetto a quello della carne tradizionale, a causa dei maggiori costi di produzione legati alla tecnologia 3D. Si pensa che, tuttavia, con il tempo, con l’aumento della domanda e una produzione su larga scala, Redefine Meat potrà andare incontro alle esigenze economiche del consumatore, che sarà maggiormente invogliato a comprare prodotti stampati.

Così facendo, si potrà cercare di far fronte a due delle più grandi crisi globali, l’ambientale e l’alimentare, che attanagliano il nostro tempo.

Come ho avuto modo di accennare precedentemente, l’attuale industria del cibo, fortemente incentrata su prodotti di origine animale, è altamente inquinante. Gli allevamenti intensivi sono responsabili di una percentuale preoccupante di tutte le emissioni di gas serra, come per esempio il metano. Nonostante l’enorme disastro ambientale provocato, questi allevamenti non sono e non saranno mai in grado di soddisfare il sostentamento dell’intera popolazione mondiale in continua e costante crescita. Trovare soluzioni “green” non deve essere assolutamente considerato un trend momentaneo, ma una necessità, ora come non mai, imminente.

Con Redefine Meat ci troviamo davvero davanti a una rivoluzione nel campo del cibo sostenibile. La carne stampata in 3D rappresenta, infatti, un’alternativa pratica, etica, vantaggiosa sia dal punto di vista ambientale che salutare.

Ormai non abbiamo più scuse. Dobbiamo cercare di migliorare una situazione ambientale disastrosa che noi stessi abbiamo creato. Abbiamo l’obbligo di agire, di seguire uno stile di vita più consapevole che ci permetta di mantenere l’equilibrio con l’ambiente che ci circonda. Forse il cibo stampato 3D  non sostituirà mai completamente tutti i prodotti che fanno parte della nostra tradizione culinaria, ma può sicuramente rappresentare una risorsa da prendere in considerazione, anche solo come spunto di riflessione per una dieta e, di conseguenza, una vita più consapevole.

Dopotutto si sa… Siamo quello che mangiamo!

Marina Greco

marina.greco83@hotmail.com