RAMEN. OLTRE LA SOLITA ZUPPA

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Probabilmente vi sarete già accorti che quasi ogni giorno, nelle nostre città, aprono le porte ristoranti che fanno Ramen. Spesso sono ristoranti giapponesi che propongono anche Ramen, ma in alcuni casi sono posti dove si offre solo Ramen. Perché? E che cos’è? Rispondere al “perché” è un po’ complicato, ma di sicuro i locali giapponesi stanno vivendo un momento di gloria. Per quanto riguarda il piatto in questione la moda è nata anni fa, forse anche grazie al film The Ramen Girl. È la storia di una giovane studentessa americana, sola e demotivata, che a Tokyo riacquista l’entusiasmo quando, suggestionata dall’atmosfera del bistrot specializzato in Ramen che si trova proprio sotto casa sua, decide di imparare a preparare la ricetta.
Un altro motivo plausibile della sua diffusione è che, a costi contenuti, si mangia un piatto unico particolare. Il Ramen, infatti, è una zuppa, e così rispondiamo anche alla seconda domanda, di origine cinese, oggi piatto tipico in Giappone, a base di tagliatelle di frumento, maiale o pollo, alghe, uova, soia. Con mille varianti locali.

 

 

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Foto di Guido Valdata

 

 

La variante del Mi-Ramen

 

La prepariamo con il prezioso aiuto del cuoco del piccolissimo ristorante milanese Mi-Ramen.

Il nostro chef, cino-giapponese, quindi perfetto, ci anticipa che servono 2 giorni.

Il primo giorno bisogna preparare il brodo che deve stufare per 12 ore almeno. Stiamo infatti cucinando un “Tonkotsu Ramen”, un Ramen dal brodo molto denso, ottenuto facendo bollire a lungo le ossa di maiale per estrarne il midollo. Mentre mescola il brodo, lo chef ci mostra delle striature bianche: il midollo rilasciato. Le ossa che si usano sono quelle della testa, della schiena e delle zampe del maiale. Dopo la lunga cottura, vengono eliminate, il brodo viene ristretto un po’ e poi fatto raffreddare in frigorifero.

Al brodo si aggiunge quindi la pasta fresca (“ramen”, appunto), simile ai nostri spaghetti, fatta con acqua, farina di grano duro e tenero miscelati, che cuoce per 20 secondi. Infine, altri ingredienti caratterizzano le diverse versioni: il nostro chef aggiunge delle fettine di carne di maiale arrosto, marinate nella salsa di soia, delle alghe crude sminuzzate, dei porri crudi tagliati sottili, dei pezzetti di bambù saltati in padella con aglio, salsa di soia e zenzero, tofu e, importantissimo, l’uovo sodo anch’esso marinato nella salsa di soia, che lo rende morbido e saporito, servito, come da tradizione, tagliato a metà. La particolare salsa di soia utilizzata deve essere, come il brodo, preparata con anticipo: devono infatti fondersi bene tra loro la soia, lo zucchero, il sakè e il mirin, un particolare sakè dolce giapponese.

 

 

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Foto di Guido Valdata

 

 

Ecco. Semplice no?!

Marta Pietroboni

marta.pietroboni@cibiexpo.it

 

 

Carta d’identità

Mi-Ramen Bistrò

Viale Col di Lana 15

Milano

Tel.339 2322656

www.mi-ramenbistro.it

 

 

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