L’innovazione crea un ponte tra settori apparentemente molto lontani e, grazie a una prospettiva nuova, genera interessanti opportunità.
Tutto parte da una perfetta equazione a due variabili, agricoltura e fotovoltaico, e dal risultato che se ne ottiene: energia sostenibile direttamente in campo.

Parliamo di un sistema costituito da un impianto fotovoltaico (un apparato che produce energia dal sole) posizionato su un terreno e progettato per massimizzare la produzione di energia elettrica senza interferire con le attività agricole e di allevamento. Composto dai tracker – cioè pannelli posizionati a circa 5 metri da terra che riescono a ruotare attorno al proprio asse grazie a un’unità elettronica che li mantiene sempre orientati verso il Sole – garantisce contemporaneamente un ombreggiamento ottimale su circa il 27% del terreno agricolo su cui è installato.
Una tecnologia innovativa che non punta solo a una condivisione degli spazi, ma realizza una soluzione integrata in grado di generare benefici in entrambi i settori, energetico e agricolo, con una particolare attenzione anche al rispetto della qualità paesaggistica.
Diventa possibile coltivare il cambiamento
Già diffuso in Europa, l’agrivoltaico va affermandosi in Italia grazie all’impegno di ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che mappa il potenziale nazionale su scala regionale per sostenere le Pubbliche Amministrazioni nello sviluppo del settore, in collaborazione con AIAS, Associazione Italiana Agrivoltaico Sostenibile, che sottolinea l’importanza della formazione in quello che viene definito “un campo ibrido”.
«La metodologia messa a punto nel nostro laboratorio di Geomatica», spiega Grazia Fattoruso, ricercatrice ENEA, «considera sia i fattori che possono influenzare il potenziale solare fotovoltaico, come quelli geofisici, tecnici e ambientali, sia i fattori che possono condizionare la resa agricola, come le classi e la capacità di uso dei suoli e il deficit idrico».
L’accesso dell’agricoltura a nuovi protocolli di certificazione e a nuove tecnologie d’avanguardia consente di proteggere i terreni dal cambiamento climatico, ridurre la necessità di irrigazione del 20% e diminuire l’erosione del suolo. Sono favorite coltivazioni medio basse, come erbe aromatiche, peperoni, zucchine, piante da foraggio e alcuni tipi di frutta, ma, soprattutto, si innestano nuove visioni che, nella stessa cornice, uniscono transizione energetica e valorizzazione della produzione regionale.
Tiziana Mazzitelli
tiziana.mazzitelli@cibiexpo.it
