POMODORO: ROSSO O GIALLO?

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Se immaginiamo il momento in cui questo splendido frutto arrivò in Europa nel 1500, dovremmo optare per il colore giallo oro, proprio come ci suggerisce il suo nome, “pomo d’oro o mela d’oro”: dopo alcuni tentativi di utilizzarlo come alimento, si pensò di relegare la pianta a un ruolo solo decorativo, mentre i suoi frutti verdi facevano bella mostra di sé nei grandi trionfi di frutta nei saloni dei principeschi palazzi dell’epoca. Ci vollero più di due secoli per farlo assurgere a cibo tra i più richiesti e amati in tutto il mondo.

 

 

tomatoes

 

 

Ma ora, per tracciare uno schema cronologico sulla sua storia, è bene andare con ordine.

 

 

Le origini

 

Con la scoperta del Nuovo Mondo, il pomodoro, diffuso in particolare nel Sud America, dal Perù all’Ecuador e al Messico, fu esportato nei possedimenti spagnoli in Europa ed ebbe un buon gradimento, soprattutto perché novità assoluta. Dopo poco però, a causa del suo rapido deperimento fu considerato prodotto scadente. Tuttavia, a Napoli, in quel tempo sotto dominio spagnolo, fu invece abbastanza apprezzato e utilizzato anche in cucina. Ma la fortuna non durò molto poiché, al di là dell’aspetto estetico, procurava parecchia acidità e qualche malessere ai primi consumatori. Dopo un periodo di utilizzo principalmente a scopo medicinale, il pomodoro sparì quasi completamente per ben due secoli, prima di riapparire, grazie a nuove tecniche di conservazione, specialmente nelle regioni del Sud Italia, dove si affermò come ingrediente di grande interesse.

Proprio nel nostro Meridione, il pomodoro, dapprima di colore giallo, subì alcune trasformazioni di coltura che lo resero rosso fiammante, iniziando un cammino di successo crescente, non solo nella cucina italiana, ma anche in tutto il bacino mediterraneo e, a quanto pare, di universale gradimento.

È bene ricordare che, durante il periodo della dominazione araba, il pomodoro giunse in Sicilia, territorio che si rivelerà ideale per la sua coltivazione, in particolare per alcune varietà, come il pomodorino di Pachino, oggi famoso in tutto il mondo.

 

 

Una curiosità

 

Contrariamente a quanto si ritiene, sino alla fine del 1800, il pomodoro rimase quasi esclusivo appannaggio della cucina aristocratica o borghese, in particolare nel territorio del Parmense, dove si affermerà come una delle specie più coltivate. Nel Novecento, grazie alla diffusione sistematica delle colture e della produzione, il pomodoro si affermò nella cucina delle regioni settentrionali, dapprima timidamente e poi in modo sistematico, soprattutto nell’ultimo dopoguerra, dopo il massiccio trasferimento di popolazioni da sud a nord. L’industria conserviera ha poi consolidato il primato del pomodoro in tutto il mondo gastronomico, decretandolo prodotto italiano per eccellenza.

Toni Sàrcina

altopalato@altopalato.it

 

 

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