PESCE E MERCURIO

Che il pesce sia un alimento prezioso è un fatto indiscutibile. Ma se le acque sono inquinate, rischiano di esserlo anche le carni dei pesci che le abitano. In particolare, preoccupa la possibile presenza di mercurio, e c’è chi sostiene che sia meglio ridurre al minimo il consumo di pesce o addirittura rinunciarvi per non correre rischi. Ma è proprio così?

 

 

Il mercurio è un metallo che troviamo nell’ambiente sia in forma naturale sia come inquinante derivato dalle lavorazioni e dai rifiuti industriali. La sua presenza nelle acque preoccupa molto perché lì vivono particolari microrganismi che lo trasformano in una forma chimica, chiamata “metilmercurio”, molto tossica per l’uomo, al punto che anche dosi relativamente basse possono nuocere al sistema nervoso in via di sviluppo del feto, del neonato e, in generale, dei bambini.

Proprio per la sua pericolosità, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha stabilito da tempo un limite massimo di assunzione settimanale di mercurio: 1,3 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo. È un limite decisamente basso e le indagini più recenti indicano che molto difficilmente la popolazione adulta può superarlo, anche consumando pesce 3-4 volte la settimana.

Diverso è il discorso per i bambini, per i quali il rischio è concreto in conseguenza del loro basso peso corporeo. Vietato per i piccoli dunque? Niente affatto: i pesci non sono tutti uguali, e basta scegliere quelli giusti per scongiurare ogni rischio e goderne in pieno i tanti pregi nutritivi, in primo luogo il loro apporto di acidi grassi omega-3, indispensabili proprio per il corretto sviluppo del sistema nervoso.

Una recente indagine condotta dal giornale Altroconsumo ha evidenziato come, analizzando la presenza di mercurio nelle 20 specie ittiche più consumate in Italia, solo i pesci di grossa taglia, in particolare il pesce spada e la verdesca (un tipo di squalo), contengano mercurio in quantità tale da destare vera preoccupazione, mentre molte altre varietà si sono dimostrate assolutamente sicure.

Non è vero quindi che tutto il pesce sia pieno di mercurio, e sarebbe un grave errore smettere di consumare un alimento tanto prezioso per paura di questo contaminante: basta preferire quelli di taglia più piccola o non carnivori e variare tra i prodotti disponibili. Trota, sardina, sgombro, merluzzo, platessa e salmone sono tra i più sicuri, mentre spada, verdesca, smeriglio, tonno rosso, palombo e luccio hanno evidenziato la maggior presenza di mercurio.

 

Giorgio Donegani

www.giorgiodonegani.it

 

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