NUOVE FRONTIERE DEL COMMERCIO: IL SUPERMERCATO ETICO

Con un occhio sull’esterno, selezioniamo le notizie relative all’agroalimentare che ci sembrano più interessanti. Il caso del “People’s Supermarket”. Il mercato culinario è sempre più attento, se non ossessionato, da prodotti “perfetti”: gradevoli al palato, ma soprattutto alla vista. Nelle grandi catene di supermercati, ma anche nei piccoli negozi cittadini, si buttano tutti quei prodotti che presentano delle imperfezioni. In tempo di crisi, con numerosissime famiglie che faticano a giungere a fine mese, un segnale di controtendenza arriva dall’Inghilterra.

 

 

peoples-Supermarket

 

Riprendendo un progetto ormai ben avviato negli Stati Uniti (il Park Slope Food Coop a Brooklyn), hanno creato un supermercato “alternativo” a Barnsley (il progetto inglese si chiama People’s Supermarket), nel quale trovano posto carote storte, scatole di cibo con un peso inferiore a quello descritto sull’etichetta del prodotto e yogurt sul cui vasetto il nome è stato storpiato. Per il primo periodo, la proposta avrà un “accesso limitato”: sarà consentito solo a 500 famiglie in condizioni di povertà della zona di sperimentare il servizio, ma non si esclude un allargamento del progetto, vista la volontà da parte delle più grandi catene di supermercati inglese di collaborare alla realizzazione dello stesso.

 

 

 

 

Anche in Italia, bolle in pentola qualcosa di simile, anche se ancora in fase embrionale: una serie di negozi chiamati Last Minute Market, appoggiati da Coop Lombardia, in cui si prova ad avere un approccio analogo al cibo.
Etica e cultura del cibo sono finalmente legati e ciò ci spingerà ad avere un occhio di riguardo al cibo che ogni giorno buttiamo.

Rielaborazione di Gabriele Gatti

 

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