NATALE: IL GIRO DEL MONDO IN 13 PAESI

biscotti e cannella

Il Natale è ormai alle porte, tanti di noi lo amano e lo aspettano impazienti; ma quante cose davvero sappiamo sui piatti della tradizione in giro per il mondo?

“Paese che vai usanza che trovi”: è proprio il caso di dirlo. Ecco qui un viaggio gastronomico attraverso i piatti natalizi tradizionali.

 

 

La nostra prima tappa è l’Australia, dove il Natale si festeggia nel bel mezzo delle vacanze estive, e la consuetudine vuole un ricco barbecue con gamberi e aragoste; per dessert, il White Christmas, a base di cocco e frutta secca, non molto diverso dal nostro torrone.

Il viaggio prosegue in Centro America. Arriviamo in Messico, dove Il piatto natalizio per eccellenza è il chiles  en nogada, una preparazione a base di carne stufata servita nei peperoni in salsa di noci e chicchi di melograno. Come nel nostro Paese, anche in Messico ogni regione ha le sue specialità, ma ovunque possiamo trovare piatti come l’insalata della vigilia di Natale, con noci, lattuga, barbabietola e frutta. Tra i dessert, sulle tavole natalizie sono spesso presenti le buñuelos, frittelle cosparse di cannella, e il dulce de leche, una crema dolce a base di latte e zucchero. Nel Messico centrale troviamo le enchiladas, rotolini di tortillas farciti con pollo, sugo di pomodoro, formaggio, peperoncini e panna acida. Ricorrente anche il tacchino ripieno di olive, noci, uova e graminacee.

Continuando il nostro percorso verso Sud, arriviamo in Perù, dove per tutto il mese di dicembre le chiese organizzano, con le donazioni dei cittadini, le chocolatadas, tradizionali preparazioni di cioccolata calda e panettone offerte alle persone meno fortunate.

Sapete che in Cile si inizia a mangiare all’alba del 25 dicembre, dopo la messa della vigilia, la Misa del Gallo, e si termina con il cenone?

In Argentina si festeggia al sole, brindando con lo spumante e gustando un piatto molto conosciuto: l’asado – carne alla griglia – cucinato nei giardini delle abitazioni. Altre pietanze tradizionali sono i niños envueltos, ovvero una bistecca tagliata a quadretti a formare degli involtini ripieni di uova sode e spezie. Per dessert la tradizione vuole il roscón de Reyes, i Re Magi, una grande ciambella con frutta candita.

Proseguiamo il nostro tour arrivando nell’Est dell’Europa.

Il cenone della vigilia è l’evento di Natale più importante nella Repubblica Ceca. Si comincia con crauti e zuppa di pesce e si prosegue con il piatto tradizionale a base di carpa e insalata di patate. Non possono mancare il vànočka, ossia una treccia di pane dolce ripiena di uva passa, i panini alla vaniglia e i panforti di Boemia ricoperti di glassa.

In Polonia, la sera della vigilia i bambini scrutano l’orizzonte in cerca della prima stella; solo quando compare in cielo, può cominciare il cenone! Vengono serviti gnocchi al papavero, zuppa di barbabietole, aringhe e un piatto tradizionale a base di crauti, funghi e prugne che si chiama bigos. I dolci tipici sono i pierniki, biscottini speziati con miele, caratterizzati da mille forme diverse. Il pranzo di Natale è composto da ben 12 portate, una per ogni apostolo, e a tavola vi è sempre un posto libero per chi volesse aggiungersi all’ultimo minuto.

Anche in Lituania si consumano altrettante portate e si dice che alzarsi prima che siano finite tutte porti sfortuna.

L’ingrediente caratteristico sulle tavole natalizie in Romania è certamente la carne. Tra i piatti principali ci sono la ciorba de perisoare, ovvero una zuppa di verdure e pomodoro con polpettine di carne, il sarmale, cioè verza sotto aceto ripiena di riso e carne, e il pitfie, maiale in gelatina. In alcune zone, è tradizione condividere con i propri vicini di casa il colaci, un pane lievitato a forma di croce.

E, per finire, in Russia gli shottini di vodka vengono accompagnati dallo zakuska, un tipico antipasto a base di pesce tagliato in piccoli pezzi e condito con salse saporite.

Scopriamo ora qualche curiosità sull’Estremo Oriente.

Il Natale in Giappone non fa parte della tradizione locale e viene festeggiato come una sorta di San Valentino in cui le coppie si scambiano regali. Una curiosa usanza, nata da una campagna pubblicitaria degli anni ‘70 del fast food americano KFC (Kentucky Fried Chicken), è quella di andare a mangiare pollo fritto. In alcuni posti, occorre riservare un tavolo addirittura 2 mesi prima!

In Cina, durante il periodo natalizio nei negozi si trovano mele avvolte in carta colorata, perché è tradizione regalarle come augurio di buona fortuna. In mandarino, la parola ‘mela’ si dice píngguŏ, che richiama Ping An Ye, che significa vigilia di Natale.

Le festività natalizie sono molto sentite nelle Filippine, Paese in prevalenza cattolico. Qui per le strade vengono serviti cibi tipici come cioccolata calda e puto bumbóng, ovvero un dolce di riso colorato condito con cocco e zucchero di canna. Al pranzo di Natale di 12 portate non possono mancare il maiale arrosto e il kalamay, tipico dessert a base di riso, latte di cocco, burro d’arachidi e zucchero di canna.

Alessandra Meda

alessandra.meda@cibiexpo.it

 

Caterina Marcucci

cat.marcucci@hotmail.it

 

 

 

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