UN MOSCATO ATIPICO

Moscato di Scanzo

Non è bianco e non ha le bollicine. È il Moscato di Scanzo DOCG.

Andiamo alla scoperta della più piccola DOCG d’Italia: il Moscato di Scanzo prodotto da uve 100% Moscato di Scanzo. Si tratta dell’unico vitigno autoctono della provincia di Bergamo, coltivato in Valcalepio, nel comune di Scanzorosciate, in un piccolissimo fazzoletto di terra dall’identità vinicola ben precisa: poco più di 30 ettari di terreni vitati tra Scanzo, Rosciate e Tribulina, le microzone che costituiscono questa preziosa DOCG.

 

 

Un vitigno molto antico, coltivato probabilmente già nel Trecento e portato al nord dai Romani.  Ma ottiene la sua prima definizione ufficiale soltanto nel 1981 con l’iscrizione al Registro Nazionale della Varietà di Vite. Nel 2002 arriva l’istituzione della DOC Moscato di Scanzo e, soltanto nel 2009, la DOCG.

 

Dall’uva al vino

Una volta raccolte, rigorosamente a mano, le uve vengono poste ad appassimento su graticci o in cassette in ambienti ventilati per 21 giorni. Una volta vinificate, riposano in vasche d’acciaio per almeno 2 anni (come prevede il disciplinare di produzione); dopo di che, si può imbottigliare e proseguire, a piacimento, l’affinamento.

Il Moscato di Scanzo, così come indica il nome, appartiene alla famiglia dei moscati, per cui è giusto aspettarsi un’uva molto aromatica; ma anche un vino rosso assai complesso, corposo, intenso. Un bel rosso rubino a riflessi granati, in sintonia con il tema natalizio e che ben si presta ad accompagnare la fine del pranzo o della cena o, meglio ancora, quei momenti di chiacchiera e distensione postprandiale che caratterizzano le riunioni familiari. Sì, perché, benché il Moscato di Scanzo si possa abbinare perfettamente ad alcuni formaggi erborinati, si sposa benissimo anche con i dolci o la cioccolata.

 

Pochi lo sanno: è stato creato un apposito calice

Ebbene sì, sarà la sua rarità o preziosità, sarà la voglia dei produttori di esaltarne il ricchissimo bouquet olfattivo, ma sta di fatto che il Moscato di Scanzo può fregiarsi di un suo bicchiere ufficiale, prodotto da Bormioli e serigrafato dal “Consorzio di tutela Moscato di Scanzo”. Un calice da vino passito con una particolare forma, allargata verso lo stelo e che sale, più stretta, con una sagoma “a camino”. Imprigiona i vapori dell’alcool nella parte più bassa e lascia che i profumi possano salire, aprirsi e giungere al naso, dipanandone la complessità olfattiva.

Può essere, perché no, anche una bella idea regalo, di qualità e stile.

Elisa Alciati

elisa.alciati@libero.it

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

 

Iscriviti alla nostra newsletter e resta aggiornato
sul mondo del cibo.