MITICO CAROSELLO

Il 3 febbraio 1957 va in onda in TV per la prima volta Carosello, un format innovativo studiato per incrementare le entrate della RAI grazie all’ingresso, allora molto discreto, della pubblicità. Per vent’anni Carosello viene trasmesso quotidianamente, inizialmente alle 20,50. Termina dopo 10 minuti. Ma è considerato uno spettacolo troppo frivolo per andare in onda il Venerdì santo e il 2 novembre, giorno dei morti. 

 

 

 

 

Anche i bambini possono vederlo prima di essere spediti a letto. La sigla musicale, una tarantella, accompagna l’apertura del sipario: all’esordio vanno in scena 4 mini varietà, ciascuno della durata di 135 secondi con un ‘codino’ di soli 30-35 secondi dedicati al prodotto reclamizzato.

 

Che però non può essere nominato più di 6 volte! Regole rigidissime dettate dalla SACIS (Società per Azioni Commerciale Iniziative Spettacolo), consociata della RAI.

 

Rivisti oggi, i primi spot non convincerebbero all’utilizzo dei prodotti pubblicizzati nemmeno gli amministratori delegati delle società citate: lenti, noiosi, alcuni con finalità didattiche apprezzabili ma deprimenti, e una rappresentazione inverosimile e irrispettosa dell’universo femminile. Il confronto con gli attuali consigli per gli acquisti è sconcertante: si è passati dalle non più di 6 citazioni per ogni articolo al ripetitivo martellamento di oggi che mette a dura prova la pazienza anche dei più tolleranti teledipendenti.

 

Paola Chessa Pietroboni

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